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PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti: Angelo Massimino , storico Presidente del Calcio Catania Stampa E-mail
Scritto da Silvia Ventimiglia   
giovedì 19 marzo 2009

 

Angelo Massimino e Calcio Catania....una lunga storia d'amore!

 

Mentre mi avvio all'appuntamento con la Signora Grazia Codiglione, l'idea...la speranza è quella di riuscire a farmi raccontare il marito Angelo Massimino, storico Presidente del Calcio Catania, da un punto di vista piu' privato. Lui che è stato un personaggio pubblico a tutto tondo, di cui tutto è stato analizzato sotto impietose, il piu' delle volte, lenti d'ingrandimento. Ogni gesto, ogni parola, ogni intemperanza caratteriale. Lui che parlava e gesticolava a briglia sciolta, non si è mai preoccupato di “vendere” al meglio la Sua immagine. Oggi si direbbe che non è stato maestro di marketing. Era quello che appariva, a volte eccessivo ma pur sempre schietto e sincero. Riuscendo ad identificarsi con la propria città, con la propria squadra, con i propri tifosi che, come Lui e com'è nei geni dei catanesi, poco lasciamo alla riflessione ma molto doniamo alle passioni, ai sogni. E diTemi se è poco! La prima persona cui chiedo di indicarmi la strada, verso cui sono diretta, mi risponde “Là...dove abitava Massimino”. Dal tono capisco che non è il caso di insistere. Non crederebbe mai che io non lo sappia. Fermo una seconda persona che, guardandomi interdetta “Come dov'è ? Dove abitava il Presidente!”. Al terzo, esausta, chiedo semplicemente “Dove abitava Massimino ? “ e per dare spessore alla mia domanda aggiungo “Devo intervistare la Signora”. Il tizio, svelto, monta in moto e mi precede a mò di “gazzella”. Mi fa strada lungo la via che, poi, si dimostra essere a due passi da dove mi trovavo. Salutandomi mi guarda con occhi lucidi “Lo scriva che Lui la squadra l'ha amata veramente. Urlava, sbraitava perchè Lo facevano, Lo facevamo, incazzare ma era buono. Lo scriva!” Tento di spiegarGli che lavoro per una radio e non per un giornale. “E Lei lo scriva lo stesso!”. E così eccoLo accontentato.

Mi riceve il dottore Alessandro Russo, il nipote del Presidente. In casa, oltre alla moglie anche Lei medico ortopedico ed ai Loro deliziosi gemellini Matteo ed Oriana, la signora Codiglione. Il primo approccio è caratterizzato da una calda cordialità. La signora si dimostra subito maestra nel mettermi a mio agio e comincia a raccontarmi del marito, di come si senta sola da quando se n'è andato quel maledetto pomeriggio di 13 anni fa sulla strada che Lo riportava da Palermo a Catania. Mentre parla, il campanello di casa non fa che suonare. Prima è la figlia Santa, poi altri due splendidi pronipoti accompagnati dall'Ingegnere Insalaco (il genero che si trovava con il Presidente al momento dell'incidente), poi è la volta dell'altro genero, il dottore Russo anch'esso medico ortopedico come il figlio. Insomma, un viavai continuo. Altro che solitudine! La signora accoglie tutti con la stessa enfasi. Ha la gestualità della matriarca che tutti accoglie in un unico abbraccio. E' già ora di pranzo. Dobbiamo far presto. Premo rec e....

 

Buon pomeriggio da Silvia Ventimiglia. Prosegue la carrellata di personaggi, protagonisti di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. E quello di cui oggi cercheremo di tratteggiare tratti e ritratto è davvero un personaggio unico, protagonista indiscusso della storia catanese per oltre un quarto di secolo. Oggi parleremo di Angelo Massimino, il Presidentissimo del Calcio Catania, a distanza di 13 anni dalla Sua morte e lo faremo con la Signora Grazia Codiglione, che ne è la vedova, e con il dottore Alessandro Russo, medico ortopedico, autore di un bellissimo libro dal titolo “Angelo Massimino. Una vita per (il) Catania”, proprio dedicato alla figura...alla vicenda umana e calcistica del nonno.

Innanzitutto grazie Signora Codiglione di aver accettato il nostro invito.

R.1 Io ringrazio Lei di essere venuta perchè per me è un onore riceverLa.

Grazie Signora e grazie a Te, Alessandro, di aver accettato di parlare di Tuo nonno.

R.2 Grazie a Te, Silvia, ed un saluto a tutti Voi che sieTe a casa o in macchina e che staTe ascoltando la nostra piacevole chiacchierata.

Perfetto! Allora, Signora Codiglione, partiamo naturalmente dagli aspetti meno noti, quelli relativi diciamo alla vita privata e qui, naturalmente, piu' che a Suo nipote, mi rivolgo a Lei che è stata compagna veramente di una vita del Presidente Massimino. Leggendo il libro di Alessandro, essendo romantica, sono rimasta molto colpita dalla storia d'amore...anche da come ha avuto inizio. Pare che un giorno il Presidente Massimino, Lui diciannovenne, vide la bellissima Grazia Codiglione, sedicenne... se ne innamorò e, naturalmente essendo nel Suo carattere impetuoso, venne subito a chiedere la mano a Suo padre. So che però, all'inizio, Lei diciamo rispose tiepidamente a questa corte per poi sposarLo, però, l'anno successivo. Cos'è che Le fece cambiare idea ? Quali furono le qualità che riscontrò nel Suo futuro marito ?

R.1 L'insistenza, signorina. Era molto attaccato e tutto il giorno, tutti i momenti, me lo vedevo vicino. Andavo a scuola e Lo trovavo a scuola. Tornavo a casa e già Lui era a casa. Non lo so...forse è stato questo (Mentre parla, con gli occhi lucidi, guarda una gigantografia in bianco e nero del Presidente. Appare raggiante. Saprò dopo che si tratta di un'espressione rara del marito, e per questo ancora piu' carica di significato, frutto di una vittoria del Catania contro il Palermo e per giunta in trasferta).

Vabbè...presumo non soltanto questo perchè è bellissimo per una donna pensare, appunto, che Lui sicuramente, per usare un gergo cinematografico, appena La vide pensò che sarebbe diventata la protagonista femminile della Sua vita...(risento e rivedo Totò di “Nuovo cinema Paradiso” pronunciare queste parole davanti alle immagini in bianco e nero “rubate”, con la prima cinepresa, alla Sua amata Elena)

R.1 Si, Lui l'ha pensato sicuramente. Ma io no...perchè per un certo periodo non volevo accettare questa corte...spietata. Era un'ossessione, praticamente. E poi, spinta da tutto questo che faceva...la mattina presto...la sera...non lo so come faceva perchè oltretutto Lui lavorava con il padre. Fatto sta che, insomma...piano piano...piano piano, mi sono innamorata. Ma piano. Molto piano.

Una bellissima storia d'amore che, poi, ha avuto termine soltanto...

R.1...poi ho avuto tre bambini...le bambine...poi siamo andati in America e... niente. Poi è continuata la vita!

Ecco. Lei dapprima, dicevo, ha risposto tiepidamente. Però già un anno dopo, esattamente il 18 giugno del '47, venivano celebrate le nozze presso la Chiesa del Sacro Cuore al Fortino. Ed inizia lì questa storia, come dicevo, d'amore... questo matrimonio che purtroppo ha termine soltanto con la morte del Cavaliere avvenuta nel '96. Che ricordi ha di quel giorno quando si avviava in Chiesa, mano nella mano, con il Presidente Massimino ?

R.1 Ma sa...ero molto piccola. Avevo 16 anni. Lui quasi 20. Ricordo poco. Perchè poi, il tratto di strada era molto breve perchè io abitavo in Via Garibaldi ed allora....

Ecco. Quella Vostra è stata sicuramente una vita intensa e piena. Anche piena, diciamo, di problemi di ordine pratico soprattutto all'inizio perchè il conflitto mondiale aveva lasciato tracce...

R.1...da poco. Si, era finita la guerra...da poco!

...si viveva sicuramente in un clima di speranza ma anche in un clima di assoluta incertezza e Suo marito, nonostante la giovane età, investe i Suoi risparmi nell'edilizia. Però, dopo un primo momento di risveglio, il settore va in crisi. Da qui la necessità di emigrare in Argentina. Questo nel '49. Ecco...

R.1...io avevo già una bambina e ne aspettavo un'altra. Avevo Sua mamma (si riferisce alla signora Santa, madre di Alessandro Russo) che era, insomma, appena...di un paio di mesi ed aspettavo la seconda.

Ecco. Un viaggio infinito per andare in Argentina come soltanto, veramente, Voi emigranti poTete ricordare e raccontare. Qualche ricordo di quel viaggio...quali erano i sentimenti che albergavano, insomma, nel Suo animo ?

R.1 Allora c'era soltanto questo. L'aereo non...forse costava troppo caro. Non lo so. Comunque mio marito neppure ci pensò. Siamo andati con una nave e 'sta nave era slava e ne abbiamo viste di tutti i colori. Per giunta è finito pure...anche il mangiare. Non c'era piu' niente da mangiare. Davano una patata sola. Però mio marito volle assicurare alla bambina il latte. Dal comandante....Si diede da fare....Io Lo guardavo come se Lui fosse un grande già...invece ancora era molto giovane. Avrà avuto 20 anni, 20 e qualche cosa. Però, ha assicurato il latte alla bambina...questo sì me lo ricordo.

Signora, Voi rimaneTe in Argentina due anni, fino al '51. Si ricorda quali erano i Suoi sentimenti in quel periodo ? Cos'era ? Piu' speranza in un futuro migliore o era piu' la nostalgia della Sua terra ?

R.1 No! Piu' era la nostalgia della mia terra perchè, in questa strada dove abitavamo noi, c'era un altoparlante oltretutto che trasmetteva canzoni napoletane, canzoni italiane. Perciò stavo tutto il giorno a piangere e...poi mio marito mi ha visto così e dice “Guarda. Tu non sei cosa di stare qua”. Allora con il primo...dopo che un mio cognato anche...mio cognato Gaetano ha avuto il desiderio di tornare anche Lui...ci siamo imbarcati e siamo tornati. Io allora aspettavo un'altra bambina. Ne avevo due ed aspettavo la terza. Non Le lascio...cioè...pensare quello che ho visto sulla nave sia all'andata che al ritorno! Cose tremende! Non era come adesso. I tempi sono cambiati.

Poi il ritorno in Italia. Abbiamo detto nel '51. Quindi dopo due anni di permanenza in Argentina. E diciamo il ritorno in Italia, poi, coincide con l'inizio dell'ascesa professionale di Angelo Massimino che diventa il costruttore che tutti conosciamo.

R.1 ...dopo un paio di mesi si mise...essendo ormai la famiglia un pochino grandetta, ha dovuto mettersi a lavorare subito ed ha trovato, subito, un terreno. Si è messo prima con i fratelli poi, siccome era un tipo ribelle...non sapeva stare....si è messo da solo. Si è messo da solo dicendo che io dovevo aiutarLo. Io non ero capace di fare niente... completamente. Non sapevo tenere neanche la borsa ancora. Perchè ero...sono tornata appena diciottenne... così la borsa in mano non....perchè avevo i libri. Venivo dalla scuola. Ed invece ce l'ho fatta piano piano. Lui stesso mi ha detto quello che dovevo fare e sono andata avanti. Sono andata avanti e L'ho aiutato per tutta...fino a quando, quasi, è morto.

Benissimo. Questa è una domanda per Alessandro. Si sa che... quando, diciamo, l'uomo soddisfa veramente le necessità primarie, quelle legate alla sopravvivenza, comincia a rivolgersi e a volgersi verso le proprie passioni. Percio', ritornando, Tuo nonno...io Ti chiedo di raccontarmi cose che hai sentito no?...raccontate in famiglia... si è rivolto a quella che era stata la Sua passione nell'infanzia e nell'adolescenza cioè il pallone. Ma pallone inteso proprio anche come gioco di squadra ed anche come attaccamento alla propria città.

R.2 Ma si! Farei, infatti, anche un piccolo passo indietro perchè, come hai detto Tu, dai racconti che insomma mi sono stati fatti ho capito che la passione per il gioco del pallone era già presente, direi, da bambino. Lui, alla fine della scuola, talvolta...anche insomma... andava via prima, aveva questo desiderio di andare a giocare...lo trasmetteva ai compagni. Era lì che già si preoccupava di recuperare il pallone, di recuperare insomma gli indumenti, di fare il campo. Faceva...faceva...era l'”uomo squadra”. E questa Sua passione, ininterrotta, Lo accompagnò fino alla Sua, ahimè, dipartita. E, quindi, anche in Argentina, finivano di lavorare, Lui ed i fratelli, e facevano delle sfide contro i ragazzi del luogo e lo stesso, poi, quando tornò a Catania e cominciò a lavorare in città. All'inizio era il gioco, la passione. Poi divenne qualcosina di piu' perchè, cominciando a mettere da parte un discreto gruzzoletto, volle identificarsi con la squadra di calcio cittadina e...non fu facile!

Benissimo. Prima di continuare a parlare del Cavaliere Angelo Massimino, è prerogativa della nostra trasmissione, Alessandro, che l'ospite...gli ospiti...scelgano di ascoltare una canzone tratta dal repertorio della musica leggera italiana tra la prima e la seconda parte. Ecco, c'è una canzone che, secondo Te, identifica Tuo nonno o, comunque, una canzone che Tu vorresti ascoltare e che Ti piace particolarmente? E magari vorrei che Tu mi dicessi a chi dedicarla.

R.2 A me, in questo momento, piacerebbe ascoltare qualche brano di Renato Zero. E dedicarlo a questa figura che, indubbiamente, manca nel panorama non soltanto calcistico. Manca perchè molte delle persone con cui sono in contatto, ex giocatori o ex...o attuali Presidenti o, insomma, persone che sono state nell'ambito calcistico, non il semplice tifoso che si avvicina e si identifica con un personaggio famoso, con un idolo...ecco...manca Angelo Massimino perchè era una persona sincera.

Benissimo. Ascoltiamoci Renato Zero. RestaTe con noi!

 

Seconda parte di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Protagonista di oggi è il Cavaliere Angelo Massimino, il Presidentissimo per eccellenza del Catania Calcio, qui raccontato dalla vedova Signora Grazia Codiglione e dal dottore Alessandro Russo, medico ortopedico, nipote di Angelo Massimino autore di un bellissimo libro che è proprio “Angelo Massimino. Una vita per (il) Catania”. So, Alessandro, che l'idea di scrivere questo libro Ti è... così... balenata nel 2000 quando, per l'ennesima volta, hai ritrovato il nome di Tuo nonno riportato su un giornale (La Repubblica, per intenderci) dove venivano sottolineate, al solito...purtroppo, solo...diciamo...le ..certe carenze lingustiche no?...di Tuo nonno senza sottolineare quelli che erano i meriti calcistici. Quindi Tu hai...Ti sei attivato assolutamente per mettere ordine in questo mare magnum di notizie, informazioni, ritagli di giornali, foto e quant'altro ed esce fuori questo libro che ha veramente l'andamento...io Ti devo fare i complimenti da non esperta di calcio e da non amante, onestamente, del calcio però...ha assolutamente l'andamento di un romanzo ed è avvincente. Perchè realmente un romanzo è stata la vita di Tuo nonno. Parlando di Catania, snobbato inizialmente dal Catania, squadra militante, la prima squadra cittadina che, comunque, ne accetta diciamo i soldi in un momento di bisogno, Tuo nonno non...non si scoraggia e s'inventa una nuova squadra, la seconda rappresentativa cittadina che è la Massiminiana proprio prendendo in prestito il proprio cognome.

R.2 Il primo caso di società sportiva...quindi anche al di fuori degli, insomma, avvenimenti calcistici che prende il nome di una famiglia. Stiamo parlando di fine anni '50 ed all'epoca c'era una squadra catanese che era la SCAT, l'Associazione degli autotrasportatori, ed i fratelli Massimino, Pippo Massimino in particolare, che è venuto a mancare qualche anno fa, mio nonno ed altri fratelli acquisirono il titolo della Scat. Quindi, il primo anno la squadra si chiamava Scat Massiminiana e...fino a diventare poi nel proseguimento insomma delle stagioni calcistiche...Associazione Sportiva Massiminiana. E, quindi, a turno ciascuno di Loro assumeva il ruolo di Presidente o accompagnatore ma in realtà era un fattore che coinvolgeva il gruppo. I ragazzi vedevano in questi dirigenti che si alternavano, che a volte litigavano, che cercavano di portare avanti questa squadra, un motivo trainante e di riflesso si scatenava un meccanismo di goliardia, quella famosa alchimia che poi porta a tutti...a tutti gli ingredienti, diciamo, affinchè le cose vadano bene. Quindi, non era legata semplicemente ad una manifestazione che dovesse primeggiare ma c'era lo spirito giusto ed i risultati sono venuti.

Signora Codiglione poi nel '69, quando i Club calcistici stanno per trasformarsi in Spa, in Società per azioni, si avvera il sogno del Cavaliere Massimino che, finalmente, diventa Presidente del Calcio Catania, chiedendo però una presidenza effettiva e non solo onoraria. Cioè Lui non voleva solo partecipare, mettendo soldi, ma voleva essere parte attiva nella gestione della squadra. Ma quel momento per Lei cosa ha rappresentato? L'inizio dei dolori, l'inizio dell'affanno o...cosa ?

R.1 L'inizio dei dolori. Ha detto bene!

Ma allora questo sogno del Presidente Massimino era un sogno che Lui divideva soltanto con i Suoi tifosi o era un sogno che divideva anche in famiglia...con la famiglia ?

R.1 Guardi. Io devo dire la verità. Ci siamo fatti un viaggio io, mio marito, il dottore Marcoccio che era, allora, il Sindaco di Catania e la signora. Il dottore Marcoccio, onestamente, per tante volte mi ha ripetuto “Signora, non gliela faccia prendere la squadra ad Angelo perchè sono piu' dolori che sorrisi” Io, ad un certo punto quando ho sentito che Lui entrava nel calcio gliel'ho ripetuto diverse volte “Lascia stare. Non Ti mettere in questi guai perchè ho saputo tramite persone...non Gli dicevo che era stato il dottore Marcoccio... che si soffre. E' piu' quello che Tu soffrirai che quello che avrai di bello”. Ed allora Lui mi diceva “Ma no! Ma che dici?” Comunque ce l'aveva nel sangue questo anche perchè quando Lui era in Argentina, aveva da fare sempre con le squadre (Immagino “battaglie” estenuanti in cui Lei cerca di incanalare gli entusiasmi del vulcanico marito su binari piu' lenti senza mai riuscirci. Anzi, rimanendo Lei stessa avvinta e coinvolta dalle passioni del marito). Conosceva tutti i giovani, tutti i calciatori. Uno per uno. Non mi ricordo come si chiamavano le società ma...era amico di tutti. Ero sempre...andava a vedere la partita. Non c'era domenica che si lasciava la partita anche lasciandomi con le bambine che erano piccole. Comunque io Gliel'ho ripetuto tante volte ma senza....

Diciamo che il calcio per il Cavaliere Massimino è stato...anzi nel Vostro menage è stato assolutamente il terzo incomodo!

R.1 Forse ce l'aveva nel DNA che Le posso dire! Menomale che le mie figlie sono femmine e non...Ma qualche nipotino ce l'ha questo...Infatti hanno una squadra che, adesso, ogni domenica si riuniscono al “Leonardo”( Si riferisce all'Istituto “Leonardo da Vinci” di Catania, scuola dei Fratelli Cristiani)) e giocano.

Ed allora, Alessandro, le vicende della squadra, tra alti e bassi, trionfi, sconfitte, 2 promozioni in A, radiazione e quant'altro sono, diciamo, notissime.

R.2 E' storia!

...storia, assolutamente. Storia di Catania. Ecco, Ti chiedo... ma Tuo nonno, secondo Te, ha mai pensato “Ma a me chi me l'ha fatto fare ?”

R.2 (Alessandro ride) Non era...non era un pensiero che Lo rincorreva. Lui continuava a battersi per cio' che amava per cui, anche se sapeva che c'erano delle difficoltà, continuava a dare tutto se stesso. Lui piuttosto che pensare “Ma chi me lo fa fare?” continuava a pensare “Lo faccio nonostante c'è questo piccolo problema”. Per Lui i problemi non erano mai grandi ed insormontabili per cui era una Sua caratteristica questo...porgersi questo tipo di domande.

Ma Tu non ritieni, comunque, da giovane uomo, oggi, che Tuo nonno magari abbia peccato un po' di ingenuità nel tentare di resistere alle trasformazioni del mondo del calcio che, poi, si avviava a diventare il mondo del calcio che ha le caratteristiche di oggi ? Insomma il Suo e quello della Sua squadra, secondo Te, non era forse un atteggiamento troppo epico, troppo romantico e poco aderente alla realtà ?

R.2 Certamente si! Io non sono nessuno per potere dire se Lui ha commesso degli errori. Indubbiamente quello che mi viene da dire, in questo momento, è che se l'esperienza serve, laddove Lui viene chiamato in causa per salvare la squadra da due disastri, da due fallimenti, questi due episodi hanno influito da un punto di vista emotivo, da un punto di vista umano, da un punto di vista di tempo libero e soprattutto da un punto di vista di esborso economico in maniera micidiale. Ma guai a noi familiari immaginare che Lui avrebbe voluto fare altro. E, quindi, siamo felici che quest'uomo si sia realizzato identificandosi con undici giovanotti che rincorrono il pallone e direi di piu'...identificandosi con questa città.

Signora Codiglione parliamo delle dolenti note. I rapporti del Presidente Massimino non sono mai stati buoni, anzi piuttosto tesi, con la stampa, con i media. Si è mai...si lamentava in famiglia del fatto che si sottolineassero soltanto i Suoi strafalcioni che poi dovuti anche ad una veemenza di carattere...insomma, andava a briglia sciolta... piuttosto che sottolineare i Suoi meriti o anche i Suoi demeriti calcistici ?

(La signora mi guarda come a volermi dire che preferisce non rispondere. Troppa l'amarezza. Preferisce indirizzare la risposta sul rapporto che il Presidente ha avuto con i giocatori) Me ne accorgevo pure io e qualche volta L'ho rimproverato. Gli dicevo “Non metterTi nei guai. Lascia questa squadra. Per favore lascia”. E piu' Gli si diceva e piu' impazziva Lui. Amava questi giocatori come fossero figli Suoi. Io ne ho avuto prova moltissime volte. Guardi, Le racconto una cosa. Una volta, Lui aveva fatto un compleanno. Non mi ricordo. Era con i giocatori un po' seccato...non so perchè...piu' con Sorrentino. Che allora avevamo Sorrentino. E mi disse “Senti, se vengono i calciatori non farLi neppure entrare perchè sono seccatissimo”. “Va bene!” Allora io, manco a farlo apposta, dopo che se n'è andato Lui, sono venuti Loro. Io Li ho fatti accomodare. Lui, entrando, siccome la mia casa...c'è la porta della saletta e poi tutto è salone...ha visto che c'erano questi ragazzi nel salotto, li ha guardati, li ha salutati e se n'è andato di là perchè doveva cambiarsi. Ad un certo punto mi disse...io Gli ero andata dietro...e mi ha detto “Non hai offerto niente ai ragazzi ?” Ho detto io “Ma Tu mi avevi detto che non Li dovevo fare manco entrare”. E Lui mi ha detto “Vabbè, cose che si dicono!” Allora ha preso, Lui stesso, una torta che Gli avevano mandato..l'ha offerta ai ragazzi e poi si è seduto con Loro a parlare, a scherzare. Come se fosse stato niente.

Un padre di famiglia no?... che striglia ma ama i propri ragazzi!

R.1 Anche di piu'!

Signora Massimino siamo veramente in conclusione di trasmissione. Io vorrei da parte Sua ed anche da parte di Alessandro, un aggettivo per ricordare il Presidente Massimino. Lei come vorrebbe che fosse ricordato ? Solo con un aggettivo.

R.1 Guardi, Lo ricordano ancora. Io ne sono felice veramente. Perchè, l'altra volta, è venuto uno di questi tifosi di San Giovanni La Punta e mi diceva che allo stadio, quando la partita non si vince, Loro chiamano Lui. Veramente!

Alessandro, un aggettivo per ricordare Tuo nonno. Un aggettivo con il quale Ti piacerebbe che fosse ricordato.

R.2 Mah! Sono tanti. Me ne vengono in mente diversi. Sicuramente, un uomo tenace, schietto, sincero. Catanese. Ecco, l'aggettivo è quello che si identifica piu' nell'essere catanese, una persona legata alla Sua città. Vulcanico, se vogliamo, visto che siamo figli dell'Etna. Comunque va bene qualsiasi aggettivo. L'importante è che si associ a chi veramente Lo identifica come una persona come noi...non stiamo parlando di un essere soprannaturale... una persona che credeva in quello che faceva e donava tutto se stesso.

Finisce qui l'odierna puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Ricordiamo a merito di Angelo Massimino che il Catania di oggi che, pur con tutti i Suoi limiti, gareggia comunque e pur sempre nella massima serie, si è forgiato ai tempi della gestione Massimino respirando anche la polvere dei campi dilettantistici e questa è una verità inconfutabile con cui tutti dobbiamo fare i conti. Quindi onore al Catania, onore al Presidente Massimino. Grazie alla signora Grazia Codiglione

R.1 Grazie a Lei!

E grazie al dottore Alessandro Russo. Anzi ricordo il titolo del libro che è “Angelo Massimino. Una vita per (il) Catania” edito da “La biblioteca del Calcio”- Geo Edizioni.

Da Silvia Ventimiglia è tutto. L'appuntamento è per giovedì prossimo, stessa ora, stessa frequenza.

Grazie!

 

Premo stop. E' stata una conversazione piacevole. I miei interlocutori sono stati prodighi di informazioni e di notizie. Nel salutarmi la signora Codiglione apre la credenza e ne tira fuori una mega scatola di Baci Perugina. Me la regala come avrebbe fatto una zia, una nonna. E' l'atto finale. A me che sono notoriamente “cioccolattara”, la signora mi conquista definitivamente. Ma, pensandoci bene, non occorreva...mi aveva già conquistato! Senza riserve!

Grazie, signora!

Grazie, Alessandro!

Alla prossima!

 

 

Nota per i lettori. Trattasi di trascrizione integrale.

 

 

 
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