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Ufficiale gentiluomo!
Mentre mi avvio verso il Distretto Militare di Catania, mi sorprendo a pensare come strana sia la vita a volte. Sto per andare ad intervistare Corrado Rubino, autore di un bellissimo volume che porta a conoscenza dell'esistenza della piu' grande tomba della Catania romana ai piu' sconosciuta e che per anni è stata considerata erroneamente la tomba di Stesicoro. Dove sta la stranezza ? Ho conosciuto il suddetto Tenente Colonnello un paio d'anni fa in occasione della solenne Cerimonia in memoria dei Caduti nelle due grandi guerre organizzata, ogni anno nel mese di novembre, a San Giovanni La Punta e che mi vede “legare” dal palco i vari momenti della manifestazione. La prima volta le presentazioni erano state formali. A chi non è capitato mai di non attenzione il nome dell'interlocutore e poi provare vergogna a richiederlo? Quasi smorzasse i toni di calda cordialità che subito si instaurano. A pelle, a volte. Bene. La stessa cosa è capitata a me. Ma penso anche al Colonnello in questione dal momento che è successo, qualche mese fa, di parlarci al telefono senza riconoscerci. In occasione del nostro primo incontro, presa alla sprovvista, rimasi profondamente colpita dalla Sua maniera di accennare a voce alta “Onore ai caduti” nel silenzio religioso della piazza. Ricordo di aver avuto serie difficoltà a riprendere la parola al microfono. Quella voce, quel tono, avevano avuto un effetto destabilizzante sulla mia, per la verità, già precaria professionalità di speaker. All'indomani dell'incontro, ho cominciato a tempestare di domande chiunque, vicino alle Forze Armate, potesse dirmene il nome. L'idea era di scriverGli una lettera di ringraziamento per avermi fatto scoprire una sensibilità ed un Amor patrio che non sapevo di possedere. Quante volte ho tormentato il mio amico Daniele Lo Porto! Lui così vicino al mondo militare...non poteva non sapere di chi parlassi! Lo scorso novembre...rieccoLo. Mi sento preparata. Stavolta.. non mi sarei commossa e avrei mantenuto un alto profilo professionale...Come no! Al grido di “Onore ai Caduti”, quel lacrimone trattenuto l'anno precedente....si va a piantare sulla scarpa dell'Assessore Motta che, fraternamente, mi abbraccia. Ci risiamo. A fine cerimonia, Lo cerco. La folla è tanta. Lo perdo di vista. Dovrò aspettare un altro anno....Poi, una mattina...una bruttissima mattina dello scorso dicembre...me lo ritrovo ad un funerale. Aspetto qualche settimana e chiedo di Lui al mio amico Daniele. Quella mattina si celebravano i funerali di Sua madre. E' sicuramente amico Suo...L'ho visto molto partecipe. “Ma di chi parli ? Del mio amico Corrado ? Corrado Rubino?” Il contatto è stabilito. Ed eccomi qua. Premo rec...
Buon pomeriggio e ben ritrovati da Silvia Ventimiglia. Nuova puntata e nuovo protagonista di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Lui è Capo Nucleo Elaborazione Dati del Distretto Militare di Catania. Nostro graditissimo ospite di oggi il Tenente Colonnello Corrado Rubino oggi qui in veste anche di scrittore.
Innanzitutto, grazie Colonello di avere accettato il nostro invito.
R. Grazie a Voi per l'invito e buon pomeriggio a tutti!
Allora, Colonnello, spero che Lei sappia come funziona questa trasmissione. Noi, prima di scendere nel dettaglio del campo d'azione del nostro ospite, cerchiamo un po' di fare un'incursione nel Suo privato. Lei è classe 1952 ed è Ufficiale di artiglieria contraerea con la passione per l'Archeologia. Conferma ?
R. Si. Sono entrato nell'Esercito nel lontano 1976 ed ho svolto la funzione di Ufficiale di Artiglieria contraerea in Veneto e, dopo di che, ho cercato di assecondare le mie passioni iscrivendomi al Corso di laurea in Lettere e, quindi, specializzandomi in Topografia antica.
Perfetto! Infatti, tra le Sue note, leggo che Lei è laureato proprio in Lettere e Filosofia con una tesi in Topografia antica. Prima di documentarmi, Colonnello, pensavo che fosse un caso isolato che un militare avesse la passione per il passato ed invece ho scoperto che la storia è piena di casi del genere. Lei ha anche un illustre predecessore che è Pierre Francois Bouchard , che fu Ufficiale del Genio napoleonico a cui si deve assolutamente il merito di aver capito l'importanza della Stele di Rosetta che poi offrì un...come dire...una chiave decisiva per poter decifrare al meglio i geroglifici egiziani. Ecco ma...come mai succede questo e perchè è successo a Lei?
R. Ma oggi... gli Ufficiali in genere, come nel passato, hanno una formazione che è molto vicina a quella degli archeologi. Lo studio della Topografia, per noi Ufficiali è fondamentale e poi il...l'ordine mentale che viene assunto da un ufficiale permette di avere una visione della storia diversa... un po'... da quella che normalmente si ha.
Colonnello, passione per l'archeologia, dicevamo, però anche attaccamento spiccatissimo alle Istituzioni... no? Io ho avuto modo di conoscerLa, Le ricordavo poco fa in occasione di una Commemorazione dei Caduti durante la Guerra. Ma cosa significa per Lei oggi attaccamento alle Istituzioni...alla Bandiera Italiana ?
R. Beh! Significa tutto quello per cui ho affrontato il “mestiere” di Ufficiale cioè...il giuramento di fedeltà alle Istituzioni...il desiderio di vivere in un ambiente che abbia regole certe, cosa che riscontro anche nei giovani di oggi. Anche in Loro ritrovo questa grande voglia di lavorare per un'Istituzione regolata da un codice certo e chiaro...e che proponga obiettivi sani e condivisibili.
Ma torniamo alla Sua passione per l'Archeologia, Colonnello Rubino, passione che Lei è riuscito a supportare grazie alla formazione specialistica informatica perfezionata dal Suo incarico professionale che è proprio, come dicevo poc'anzi, quello di Capo Nucleo Elaborazione Dati del Distretto Militare di Catania. Ecco qui c'è...noto una commistione tra tecnologia e, diciamo, archeologia... quindi passato. Ma Lei come si sente? Piu' uomo del passato o uomo del futuro ?
R. Noo! Certamente uomo del futuro che vuole che il passato serva ai giovani per capire il futuro. Sicuramente è questa la mia aspirazione. Non solo. Devo dire che io sono stato tra quelli che pensano che i monumenti... che l'archeologia... non servano soltanto ad incentivare il turismo. Il nostro passato dev'essere studiato dai nostri giovani e devono capire qual'è stato il nostro passato per poter affrontare il futuro della nostra terra in maniera diversa. Noi non siamo... gli archeologi non sono quelle persone che cercano di mettere in vetrina determinati monumenti per poi farli vedere ai turisti. Questo è un concetto, secondo me, sbagliato. E' come se il turista venisse in Sicilia a vedere i monumenti senza sapere chi sono i siciliani e che storia hanno mai avuto.
Ecco...ma questo amore per l'Archeologia e per il passato serve anche, diciamo, ad indirizzare proprio il senso civico, no?..dei giovani!
R. Certamente, certamente! Ripeto... noi non siamo una Pompei che è soltanto da visitare nei Suoi monumenti e nelle sue strutture. Noi siamo una terra viva, il popolo siciliano fa parte della storia della Sicilia con tutti i suoi pregi e con tutti i suoi difetti e, quindi, quando il turista viene o lo stesso...gli stessi siciliani... devono trovarsi di fronte un monumento vivo, qualcosa che ha una storia da raccontare.
Ecco, Lei poco fa mi accennava, fuori onda, di essere padre di due figli adulti no? Ma Lei è riuscito a trasmettere questi sentimenti ai Suoi figli ?
R. Credo di si! La grande fa l'assistente di volo. Ha una grande passione per i luoghi...i luoghi storici, anche Lei, e non perde occasione per andare a visitare, durante i Suoi viaggi, luoghi storici e...e il piccolo sta prendendo la maturità proprio al Liceo classico.
Ecco...ma se Lei si dovesse dare un voto, colonnello ? E' stato piu' bravo...è piu' bravo come padre o come Servitore dello Stato o come scrittore o come... cosa ?
R. Diciamo che mi sono sforzato in tutti e tre i sensi. Mi sono sforzato di essere un buon padre. Mi sono sforzato di essere un ottimo Servitore dello Stato e mi sto sforzando di essere un buon... scrittore.
Ecco, durante la Sua attività, leggevo che Lei ha partecipato a varie campagne di scavi...ad esempio nella città romana di Corfinium che si trova proprio nella zona che, qualche giorno fa, è stata interessata, ahinoi, dal terremoto disastroso in Abruzzo. A quali altre campagne scavi ha partecipato ?
R. Oltre agli scavi di una bellissima villa romana nella località di Corfinium, ho partecipato – con grande onore – ad una delle primissime campagne di scavo presso i Fori imperiali a Roma. Ho partecipato al primo scavo di Via dei Fori imperiali, quello del Foro di Nerva.
Colonnello, siamo veramente alla fine della prima parte della nostra trasmissione. E' consuetudine che l'ospite scelga di ascoltare una canzone tratta dal repertorio della musica leggera italiana... da ascoltare proprio nella pausa tra la prima e la seconda parte. Un brano che Lo identifichi o, comunque, una canzone a cui è particolarmente legato. Corrado Rubino cosa vorrebbe ascoltare ?
R. Mah!... è un brano del 1997. E' “Dimmi che non vuoi morire” di Patty Pravo
Ed allora ascoltiamo Patty Pravo. RestaTe con noi!
Seconda parte di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Nostro graditissimo ospite di oggi il Tenente Colonnello Corrado Rubino che, ricordo, è Capo Nucleo Elaborazione Dati del Distretto Militare di Catania, qui in veste di scrittore perchè, proprio per questa Sua grande passione per l'Archeologia, Lei nel '92 inizia lo studio che ha condotto alla pubblicazione di cui accennavo all'inizio e che è “Il sepolcro inaccessibile”, un bellissimo volume a cura di Mare Nostrum Edizioni...anzi salutiamo insieme l'editore, nostro comune amico, Salvo Barbagallo. Ecco, il libro punta l'attenzione proprio sulla tomba romana del Carmine che erroneamente è nota come “la tomba di Stesicoro”. Fino al '91, colonnello, si pensava che del piu' grande monumento funerario della Catania romana fosse rimasto soltanto il tratto che ancora oggi è visibile dal Chiostro dell'ex Convento carmelitano di Piazza Carlo Alberto. Ed invece Lei cosa ha scoperto ?
R. Ho scoperto che, in realtà, di questo grande edificio funerario esiste quasi tutta la sua struttura. Esistono tre muri perimetrali ed il tetto. E l'edificio è alto circa...circa sei metri ed era una grande ed elegante tomba di famiglia dell'età...di età imperiale. Una delle piu' grandi sicuramente di Catania ma, credo, anche dell'Italia meriodionale. Questa costruzione dimostra come la Catania imperiale, che durante la fine del II secolo viene monumentalizzata, avesse nel suo ambito anche famiglie molto importanti perchè l'edificio, al di là della sua grandezza, è anche molto ben rifinito e, quindi, anche molto costoso.
Ma perchè si è ritenuto che fosse la tomba di Stesicoro ?
R. Purtroppo è stata una errata interpretazione degli anni '20 quando ancora non si avevano le conoscenze tecniche dell'edilizia romana che si hanno oggi. Quindi... l'archeologo Guido Libertini, su una delle Sue pubblicazioni, scrisse questa ipotesi ma, ripeto, erano tempi in cui non si conosceva la tecnica dell'edilizia romana.
Colonnello...così, da profana. Ma com'è possibile far scomparire alla vista no?...della gente un'opera così importante nelle fasi di costruzione di un nuovo edificio?...Perchè questo è avvenuto quando è stato edificato il Convento dei Carmelitani,no ? Ma cos'è stata ? Ignoranza o...cosa ?
R. Credo che sia stata la dimenticanza...dopo il terremoto del 1693...di determinati riferimenti religiosi perchè, fino al terremoto del 1693, l'edificio era venerato e rispettato perchè c'era un riferimento religioso a Sant'Agata e dopo di che... perso questo riferimento...chi ha progettato il nuovo convento carmelitano, dopo il terremoto, non ha piu' tenuto conto di questa costruzione ed è stata completamente inglobata all'interno delle strutture. Poi il fatto che il Convento è diventato Caserma ha peggiorato ancora di piu' le cose perchè è stato quasi completamente seppellito sotto le strutture.
...e sempre meno fruibile alla gente. Ma tornerà mai ad essere fruibile alla cittadinanza catanese e non solo ?
R. Come ente militare noi siamo stati, e siamo, sempre disponibili a che quello che è possibile mostrare possa essere visto. Abbiamo avuto ospiti diverse organizzazioni locali come il Fai, come la Fidapa e tante altre istituzioni compresi anche istituti scolastici. Quindi noi siamo sempre stati disponibili e siamo stati...siamo disponibili anche a visite guidate da parte della Soprintendenza così come abbiamo già risposto e, quindi, da parte dell'ente militare non c'è alcuna preclusione. Per quanto riguarda gli interventi, che possono essere eseguiti soltanto dagli enti preposti come la Soprintendenza, io spero che in futuro la Soprintendenza possa avere qualche possibilità di poterla rendere ancora piu' visitabile.
Ecc...è lodevolissimo assolutamente il Suo libro perchè partecipa proprio ad un'operazione culturale volta alla riscoperta di un monumento quasi sconosciuto. Ma, per la Sua esperienza, sono...esistono altri monumenti sconosciuti della Catania antica che, per incuria o per ignoranza, sono andati..insomma nascosti alla vista della gente ?
R. Si. Ci sono altri monumenti, soprattutto di carattere funerario come questo che, diciamo, sono il sintomo di una...di un periodo in cui Catania era molto ricca. Questo lo vediamo noi stessi oggi, nelle località dove esistono famiglie nobili, famiglie ricche, famiglie benestanti, dove i cimiteri sono diversi da quelli dei piccoli centri dove l'economia non è molto florida. Quindi, il fatto di avere, nei dintorni di Catania, edifici funerari molto grandi è un sintomo molto chiaro che la Catania romana era un centro di grande importanza. Si. Esistono altri edifici funerari molto grandi come quello di Via Ipogeo, poco conosciuto. Ce n'è un altro all'interno di una villa nobiliare, proprio sempre su Viale Regina Margherita molto poco conosciuto perchè in area privata e, poi addirittura, ce n'è un altro, credo completamente sconosciuto, al di sotto della Chiesa della Madonna della Mecca all'interno dell'Ospedale Garibaldi.
E, quindi, cosa ritiene ? Che si faccia poco, no?...per riportare alla luce questo passato che serve, come diceva Lei poco fa, per capire meglio il presente e sicuramente a proiettarci verso il futuro ?
R. Beh. Diciamo che il...l'attenzione a determinati tipi di edifici è importante. Alcuni sono in area privata quindi bisognerebbe trovare un po' il sistema per renderli piu' visitabili ed altri, purtroppo, hanno bisogno di interventi economicamente molto importanti, sostenuti. Quindi...è un po' da attenzionare tutta la questione.
Colonnello, siamo veramente in chiusura della nostra trasmissione, ma Lei ce l'avrà un sogno come archeologo. Vorrebbe essere ricordato per aver scoperto...cosa ?
R. Ma sa! E' difficile dire una cosa di questo genere. Scoprire, oggi come oggi, è un po'..veramente un sogno che puo' rimanere solo un sogno. No, no...il mio sogno è quello di partecipare sempre piu' attivamente a ricerche archeologiche e...sempre piu' importanti.
Ecco, infine, proprio ricordando questo bellissimo libro che ricordo è “Il sepolcro inaccessibile” - La cosiddetta tomba di Stesicoro...proprio del Tenente Colonnello Corrado Rubino...edizioni Mare Nostrum... Pensa di aver centrato l'obiettivo con questo libro ? Cosa si prefiggeva ?
R. No...il libro si prefigge di portare a conoscenza di...degli studiosi, quelli veri, una...un monumento che, in altro modo, non poteva essere conosciuto. Il rilievo che è contenuto dentro il volume è un rilievo unico perchè non ci sono altri rilievi di questo genere e, quindi, la documentazione grafica è assolutamente inedita. L'obiettivo era semplicemente quello di portare a conoscenza di tutti quelli che studiano la storia della Sicilia e di Catania l'esistenza di questo monumento.
Perfetto! Finisce qui l'odierna puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Vi ricordo che l'intervista integrale al Tenente Colonnello Corrado Rubino è visionabile sul sito www.studio90italia.it. Da Silvia Ventimiglia è tutto. L'appuntamento è per giovedì prossimo, stessa ora, stessa frequenza. Alla prossima!
Premo stop. Il Colonnello Rubino mi porta a visitare la tomba di cui abbiamo parlato. Da non credere! Insieme andiamo anche alla Chiesa del Carmine attigua al Distretto. L'ultima volta ci sono andata per il funerale di mia madre. I miei ricordi, però, non si fermano a tre anni fa...fanno un salto temporale lunghissimo.
Mi ritrovo, piccola piccola, a servire messa e a leggere l'epistola alle 11.00 insieme a Giovanni, Carlo ed Andrea, miei fratelli. Ricordo Padre Cirillo che solleva il calice per evitare che lo riempia per intero di vino. “Poco, Ti raccomando! Ne basta poco!” Come no...piu' me lo raccomandava e piu' ci andavo giu' di brutto!
Mi ritrovo, adolescente, a suonare il grande organo posto alle spalle dell'altare maggiore. Ricordo Padre Egidio che mi rimprovera perchè suono “Rimmel” di De Gregori o “Il padrino” di Nino Rota anziché l'”Ave Maria” di Gounod o “Priere d'une vierge” di un musicista polacco dal cognome impossibile, miei cavalli di battaglia!
Mi ritrovo.
Troppi ricordi. Troppi...non vedo l'ora di uscir fuori. Ritornando verso la Caserma, cerco di strappare al Colonnello Rubino la promessa di non farmi piangere piu' durante la Cerimonia dei Caduti... “Probabilmente non ci sarò io l'anno prossimo”...Come no? Ecco...lo sapevo...mi viene da piangere...allora è vizio!
Alla prossima!
Nota per i lettori. Trattasi di trascrizione integrale.
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