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PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti: Ettore Majorana, scienziato, raccontato dal nipote Fabio Stampa E-mail
Scritto da Silvia Ventimiglia   
giovedì 25 giugno 2009

 

Era mio....zio!

 

 

Catania, da qualche tempo, si è mobilitata per cercare di salvare un'Istituzione culturale che rischia di naufragare per serie difficoltà economiche. Una lotta difficile da combattere quella che contrappone la cultura alle leggi del profitto e che, in questo caso, diventa legge di sopravvivenza. Mi riferisco alla paventata possibilità che chiuda un faro della cultura catanese, quella libreria “La Cultura” di Piazza Vittorio Emanuele (ai catanesi nota come Piazza Umberto) che, dal momento della Sua apertura, è diventata punto di riferimento dell'intellighentia catanese, già simbolo del '68 cittadino. In Suo soccorso si è mobilitata la Catania che pensa che la Sua chiusura sarebbe una vera iattura, un altro segno inconfutabile del decadimento di questa nostra bella e sfortunata città. Capita da sempre, in questo momento in particolare, di trovare riunita nei suggestivi locali della libreria frequentata in passato, tra l'altro, da Sciascia, Bufalino, Spadolini...tanta ”bella gente”. Non mi viene in mente altro termine per descrivere persone che, con i denti, cercano di difendere un pezzo della storia di Catania...che poi è la storia della propria vita. E' in questo contesto, dove puoi trovarTi a parlare amabilmente con Aldo Motta, Piero Isgrò, Carmelo Ambra e tantissimi altri intellettuali, che ho conosciuto Fabio Majorana. Prima ancora che mi venisse presentato, avevo vissuto una sorta di sensazione tipica del deja vu. “E certo!...” mi sono detta dopo che me L'hanno presentato....”...E' identico a Suo zio!”. Fabio Majorana è fisicamente la copia, formato 2009, del celebre zio...il famoso Fisico catanese Ettore Majorana paragonato, da Enrico Fermi, a Galileo e Newton...un genio, insomma. Fabio ne ha la stessa fisicità e lo stesso aplomb così come ce Lo tramanda la storia. Stesso viso, stessi colori...un vero saraceno! A differenza di quanto percepito dalla lettura di pubblicazioni sul famoso zio, mi sembra a primo acchito che Lui abbia un carattere diverso, solare...dalla battuta pronta e soprattutto pieno di humor. Saprò nell'intervista che segue che...anche lo zio era un tipo divertente. E' possibile crederlo? Sarà questa la “mission” della mia intervista. Spero di riuscire, quantomeno, a far passare questa nuova idea che aggiungerebbe un ulteriore elemento alla lettura del mistero Majorana, alla dimensione umana del Suo mistero e così...premo rec.

 

Buon pomeriggio e ben ritrovati da Silvia Ventimiglia. Altra puntata ed altro protagonista di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Quella di oggi sarà una puntata particolare in cui cercheremo di tratteggiare il ritratto di un personaggio di caratura mondiale passato, però, alla storia piu' per la Sua scomparsa che per i Suoi grandi meriti.

Parleremo del Fisico catanese Ettore Majorana e lo faremo con il nipote Fabio. Innanzitutto, Fabio, grazie di aver accettato il nostro invito.

R. Prego...un invito che fa piacere anche per chiarire e poter dare delle indicazioni su quello che succedeva a casa... che è successo a casa. Questo è quello che, fondamentalmente , penso, sia l'obiettivo e l'interesse nostro. Dal punto di vista scientifico si è detto tanto e non è...non sarei neanche la persona giusta a parlarne.

Perfetto. Si, infatti, cercheremo non tanto di spiegare i motivi della scomparsa o comunque i meriti scientifici di Tuo zio, perchè realmente c'è stato chi l'ha fatto e continua a farlo. Noi cercheremo di dare lettura, diciamo, degli aspetti umani di Ettore. Dicevo, nipote diretto. Tu sei figlio di quel fratello di Ettore, Luciano, che aveva cominciato proprio gli studi di Ingegneria con Lui. Poi, ad un certo punto, Tuo padre continuò a fare Ingegneria ed Ettore passò a Fisica.

R. Fisica, certo...su sollecitazione di alcuni ex colleghi che erano anche Loro in Ingegneria come...Amaldi e diversi altri che erano già passati a Fisica ed avevano parlato a Fermi delle doti matematiche di Ettore. Quindi, su sollecitazione Loro, Ettore andò a Fisica a vedere piu' o meno cosa si diceva...a conoscere anche Fermi che era giovanissimo come professore di Fisica e...già famoso.

Ecco, dicevo che Tu sei figlio di quel Luciano che, poi, è diventato Ingegnere ed è, tra le altre cose, legato alla costruzione ed ideazione di tanti Osservatori in Italia...tra questi anche l'Osservatorio che abbiamo sull'Etna. Ma il nome di Tuo padre è anche legato ad un primissimo progetto di Ponte sullo Stretto...

R...di Messina, si! Un progetto che fece negli anni '50 ma non portò avanti. Era un bel progetto...ovviamente per quell'epoca.

Senti, Fabio, proprio per la Tua esperienza...dato che Tuo padre, tra tutti i fratelli Majorana, fu quello piu' vicino ad Ettore...magari c'è qualche aneddoto, qualche racconto che Ti ha trasferito nella Tua infanzia, qualche racconto magari dell'infanzia di Ettore che aveva denunciato, non so, quella genialità che poi in seguito è uscita fuori in maniera prepotente?

R. Ma direi...la genialità di Ettore è uscita fuori subito sin da bambino piu' che altro per la Sua capacità di calcolo...enorme...che lasciava sbalorditi. E quasi, quasi, Lo rendeva una specie di “gioco” per la nonna, diciamo, da esibire ai parenti, alle visite delle zie, alle cose per...Ettore fu educato, come gli altri, dal padre...dal nonno Fabio e dallo zio Quirino che si divertiva a raccontarGli...a spiegarGli... la Fisica. Anche il nonno era Fisico tra l'altro e quindi...vedevano che con questo bambino era semplice, bastava spiegarGli le cose e poi Lui andava avanti da solo. Poi diventava piu' che altro, un “gioco” per la nonna il domandarGli...non lo so...quelle cose famose tipo la moltiplicazione di numeri di 3 cifre, le radici cubiche che il bambino faceva a memoria e non so quanto si divertisse a farle. Quanto meno come esibizione. Probabilmente non si divertiva per niente! Come nessun bambino di otto, sette...otto anni!

Comunque, andiamo per gradi. Così, per chi non sapesse, credo pochissima gente...Ettore Majorana nasce proprio a Catania il 5 agosto del 1906 da questa famiglia di grandi tradizioni e che ha regalato davvero alla storia italiana personaggi di primo piano perchè nella Vostra famiglia ci sono stati Deputati, Rettori, Scienziati...tutti in un certo senso, permettimi...come dire, dei geni e comunque anche molto precoci perchè, leggendo le note biografiche della Vostra famiglia, insomma...l'età media di laurea era 19/20 anni e quindi...veramente dei geni! Allora, mi chiedo...ma la genialità allora consiste in un gene che è trasmissibile oppure la Vostra famiglia è una famiglia di lavoratori, di persone impegnate e serie fin dalla giovane età?

R. Mah! Sicuramente ci puo' essere qualcosa di ereditario ma è dovuta ad una mole di lavoro spaventosa sin da piccoli, fin da piccolissimi perchè dai racconti che c'ho... il bisnonno costringeva..costringeva!!..insomma... lì si studiava. Si studiava, eccome! Ci si alzava alle sei del mattino e si andava a studiare e non si alzava la testa dal libro. Quindi...poi, per forza, si laureavano presto! Ma...giocavano poco, devo dire.

Senti, Fabio, quindi questa è una eredità pesante no? Questa della famiglia Majorana. Tra le altre cose Voi, scherzando in famiglia, usaTe dire che “ i Majorana sono come le patate. Il meglio sta sottoterra” Quindi, una eredità – come dire – gravosa ma...per Te è stato piu' un peso oppure un gran privilegio poter dire di chiamarTi Majorana?

R. Mah!...Un po' di peso sì ma...molto poco, direi. Piu' un privilegio. L'ho vissuta come una cosa normale. Io da bambino pensavo che tutti avessero uno zio scienziato e che, ogni tanto, gli scienziati scomparissero. Come se fosse una cosa normale. Non era una cosa, diciamo, strana o dovuta a chissà cosa era successo...Si lavorava moltissimo. Cioè tutti i grossi risultati che c'erano erano frutto di enorme lavoro, di grande impegno sin da piccoli. Questo è importante. Il bisnonno non scherzava con i figli. Si raccontava di Quirino che, quando a 17/18 anni sembrò avesse...avere una simpatia per una ragazza...insomma qualcosa che Lo distraeva dagli studi...Gli disse “Voi, questa sera, prendeTe il treno, andreTe a Bologna e continuereTe i Vostri studi lì”. Lui fece la valigia e partì per Bologna. Non si permise di discutere la cosa.

Quindi genialità ma, assolutamente, anche culto del lavoro... serietà ed anche culto della famiglia. Senti, Fabio, ritornando...così ripercorrendo le tappe della vita di Ettore. Lui, ad un certo punto, dopo aver intrapreso gli studi di Ingegneria insieme a Tuo padre, a Suo fratello Luciano, ad un certo punto passa a Fisica dietro invito del Professore Corbino. Vorrei ricordare agli ascoltatori che il Professore Corbino è quello scienziato, quel Professore universitario che, ad un certo punto, aveva creato una cattedra ad hoc per Enrico Fermi e poi prese quella storica decisione di dare vita al gruppo che poi è passato alla storia italiana proprio come il “Gruppo di Via Panisperna” formato dalla creme degli studenti piu' dotati...

R...e guidata da Fermi, chiaramente.

...assolutamente. Era un gruppo...lo riunì al fine di concentrarsi sulla nascente Fisica nucleare, quello era il periodo. Da qui proprio il cosiddetto “Gruppo di Via Panisperna” formato dai grandi Amaldi, Segrè, Pontecorvo, Rasetti e D'Agostino. Ecco, non parliamo dei risultati scientifici di questa unione di geni...Io Ti chiedo, per quello che sai Tu, per quello che si è sempre raccontato a casa Tua...che rapporti aveva Ettore, Tuo zio Ettore, con gli altri componenti di questo gruppo?

R. Mah! Ettore è sempre stato un indipendente, secondo me. Questa era una cosa chiara anche perchè i Suoi studi erano...autonomi sotto certi aspetti. Di conseguenza non...cioè esaminava lo stesso Fermi. Esaminava chiunque, Lui. Era Lui che partiva in un ragionamento, basandosi su dati certi, che analizzava e lo portava a termine indipendentemente dagli altri. Emblematico è il caso dell'incontro con Fermi quando chiede a Fermi i risultati di uno studio che aveva fatto lo stesso Fermi e che Lo aveva reso famoso proprio... per questi risultati. Fermi Gli mise una tabella davanti. Lui la guardò e poi andò via. Il giorno dopo tornò con un fogliettino con...e chiese di rivedere quella tabella. Controllò i risultati e Gli disse “Sono tutti giusti” Quasi meravigliato. Ma Lui, in quella notte, aveva fatto...aveva svolto tutti i calcoli con la carta e la penna e basta. Roba che Fermi aveva fatto in settimane. E di questo abbiamo notizia anche...perchè, fra l'altro, Ettore era estremamente, assolutamente, preciso nei Suoi appunti. Lui lavorava moltissimo. Tutte quelle storie che si raccontano dei pacchetti di sigarette buttati, le formule buttate via...sì, sono vere però la formula scritta sul pacchetto di sigarette era frutto di notti di lavoro, di appunti che c'erano e che Lui si conservava chiaramente. Quindi...non è che le buttasse via le formule! Le aveva. E' capitato a chi ha studiato, ultimamente, i Suoi appunti - per esempio il Professore Esposito di Napoli - di avere tra le mani gli appunti di quella notte... di riuscire ad individuare gli appunti di quella notte e mi ha raccontato che Lui c'ha lavorato per due mesi con il computer per capire che cosa aveva fatto Ettore e per capire, soprattutto, che Ettore l'aveva risolto in due modi diversi di cui uno inventato sul momento. Già quello sarebbe una scoperta matematica ed aveva fatto tutto in una notte, con la carta e la penna. Avrà pure dormito quella notte, no?

Certo, Fabio! Prima di continuare so che Tu sei un ascoltatore assiduo di questa trasmissione. E' consuetudine che l'ospite scelga di ascoltare una canzone tratta dal repertorio della musica leggera italiana...da ascoltare proprio nella pausa tra la prima e la seconda parte. C'è una canzone che vorresti ascoltare...la canzone della vita, ecco .

R. Ascoltiamoci “ I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero.

Magnifico! Ascoltiamoci Renato Zero. RestaTe con noi!

 

Seconda parte di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Nostro graditissimo ospite di oggi Fabio Majorana, nipote di primo grado di Ettore Majorana, il grande Fisico catanese noto, ahinoi purtroppo ed ahiLui soprattutto, per la scomparsa misteriosa, e che tale è rimasta, piuttosto che per i Suoi meriti scientifici. E noi qui oggi, proprio con Fabio che è il nipote, stiamo cercando di tratteggiare il ritratto umano di questo personaggio. Allora, continuando lungo le tappe della vita proprio di Ettore Majorana....Lui si laurea nel 1928 e comincia una frenetica attività di ricerca che Lo porta addirittura a vincere la Cattedra di Professore per meriti eccezionali...proprio risulta vincitore di concorso, per la prima volta nella storia (Saprò di aver sbagliato. C'era stato un illustre precedente. Si trattava nientemeno che di Guglielmo Marconi!) , ma per meriti eccezionali fuori da ogni logica concorsuale...

R...in quel caso utilizzarono una...Per il concorso di Ettore...c'è una situazione particolare. Ci furono 3 concorrenti e c'erano 3 posti. I tre concorrenti erano persone molto preparate...tutti. Uno era Giovannino Gentile (Figlio dell'omonimo filosofo già Ministro della Pubblica Istruzione che, piu' tardi, diverrà l'ideatore delle “Parastatistiche” in Meccanica quantica), Tullio Racah (Ebreo che, successivamente, passerà da Firenze ad Israele fondando lì la Fisica tecnica) se non sbaglio e Volterra (Qui Fabio commette un errore. Volterra fu tra i tanti partecipanti al Concorso ma la terna dei vincitori era ultimata dal noto antifascista Giancarlo Wick) ...e questi qui furono...si presentarono ed erano colleghi di Ettore. Tutti e tre validi e ben presentati, diciamo. Poi partecipò anche Ettore ed allora, a quel punto, non si poteva scontentare nessuno, probabilmente, ma Ettore era talmente avanti rispetto agli altri che si pensò di utilizzare una legge che era stata fatta apposta per dare la Cattedra a Marconi il quale non era laureato e non era piu' stata utilizzata. Solo per Marconi era stata utilizzata. Quindi, si dette una Cattedra per meriti speciali ad Ettore e si scelse Napoli come sede.

Perfetto! Sono di quegli anni le varie lettere ritrovate ed anche i vari ricordi raccolti sia da Erasmo Recami (in “Il caso Majorana” Di Renzo Editore) che da Leonardo Sciascia (In “La scomparsa di Majorana”edito da Einaudi) che, però, inevitabilmente hanno cercato piu' di sondare il mistero della scomparsa di Ettore Majorana piuttosto che tratteggiare proprio i tratti umani.. Dell'Uomo Majorana.

Ecco, rispetto a questo, rispetto a quello che noi sappiamo, Fabio...Tu cosa puoi aggiungere? Ettore Majorana era sicuramente un tipo schivo, taciturno però era anche ricco di humor.

R. Si! Era estremamente spiritoso, secondo me. Con le persone che potevano capirlo, questo sì! Non con tutti! Ed anche...critico. Notevolmente critico nei confronti...prima di tutto di se stesso e poi degli altri di conseguenza. Per quanto riguarda l'humor. Possiamo vedere le Sue lettere...ne sono rimaste tante a casa...alla madre, al padre...e di lì si vede i giudizi che dava nei confronti di tutti pur avendo sempre grande...grande cordialità, grande affetto nei confronti dei familiari, specialmente.

Senti, tra i tutti i rapporti interpersonali, si nota un profondo forse...permettimi...soffocante rapporto con la madre cioè con Tua nonna Dorina che, dotata di spiccata personalità, agì tutta la vita in maniera risoluta- come solo le donne meriodionali e siciliane sanno fare - per quello che Lei riteneva senza ombra di dubbio...assolutamente...il bene dei figli. Ma, secondo Te, questo ha inciso veramente e profondamente nell'animo di Ettore?

R. Secondo me, moltissimo! Ha inciso nell'animo di Ettore e di tutti. La nonna dava l'impronta della famiglia e di quello che bisognava fare e di come bisognava vivere...A tutti! Naturalmente anche ad Ettore. Ettore era particolarmente critico rispetto agli altri perchè era taciturno. Era uno che non si ribellava però ne soffriva, secondo me, di questo modo impositivo. Mentre mio padre era piu'...non dico giocherellone ma...ad un certo punto piantava tutti e se ne andava.... Ettore non faceva questo ma ne soffriva.

Ecco, appare anche come un tipo, diciamo, pessimista ed anche insoddisfatto di sé. Ettore amava l'ordine, la precisione e l'organizzazione. Ti chiedo, da nipote...c'è così un'ombra un po' sulla figura di Ettore Majorana. E' per questo che Lui, perchè amante dell'ordine...della precisione..dell'organizzazione, che – ad un certo punto- partendo da posizioni fortemente antifasciste ed antinaziste...soggiornando in Germania...si innamorò del popolo tedesco tanto da utilizzare delle espressioni proprio non felici rispetto alla popolazione ebraica? Anzi in una lettera, che poi è stata rinvenuta anni dopo come mi raccontavi Tu fuori onda, ad un certo punto... dice che insomma che gli Ebrei non se la passavano poi tanto male lì, in Germania, e che, per vivere meglio, Loro avrebbero dovuto parlare un po' meno...

R...Ma, quella lettera, era diretta ad un collega che era particolarmente arrogante e probabilmente lì Ettore ha voluto colpire il collega e non tanto il popolo ebraico. C'è da notare un'altra cosa. Secondo me, Lui apprezzò molto la precisione del popolo tedesco, l'organizzazione. Non tanto...non è da confondere con l'amore per il Nazismo che è una cosa totalmente diversa e che Lui un po' prendeva in giro, peraltro, con tutte quelle parate, quelle cose che non apprezzava per nulla. Del popolo tedesco Lui apprezzava altri...altre doti che non hanno nulla a che vedere con il discorso del Nazismo.

Senti. Ettore, mente critica ed acuta, anche priva di complessi tanto da essere soprannominato l'”Inquisitore”, secondo Te... forse non aspirava, invece, diciamo ad una pacifica mediocrità che, invece, non praticò proprio per non deludere l'altolocato ambiente da cui proveniva?

R. Secondo me, no! Secondo me, Lui voleva essere sereno, essere tranquillo...quello si. Ma non credo che volesse fare una vita mediocre. Lui voleva...faceva degli studi precisi ed andava cercando delle cose precise, dei risultati perfetti. Per questo si annoiava quando poi c'erano tutti questi ammenicoli di...immagine, diciamo, dovuti alla posizione della famiglia o altre cose....Non Gliene importava niente di queste cose, sicuramente. Certamente non voleva le cose mediocri e non credo che avrebbe fatto una vita mediocre ma dal punto di vista degli studi, non tanto dal punto di vista delle azioni o delle frequentazioni. Avrebbe frequentato con piacere persone che Lo comprendevano. Infatti si trovò benissimo con Eisenberg (Fisico che ha legato il Suo nome al Principio d'indeterminazione) per esempio. Ma quanti sono al mondo quelli a questi livelli? Di conseguenza si trovava solo.

A 31 anni scompare. E' il marzo del 1938. L'ultima testimonianza è quella di un passeggero del traghetto della Tirrenia che, da Palermo, doveva riportare proprio Ettore a Napoli laddove Lui era docente presso l'Università. Tante le ipotesi che si sono fatte, Fabio. Si è parlato di suicidio però, questo, contrasta con la fede cattolica entusiasta di Ettore Majorana. Si è parlato anche di un Suo ritiro in convento. Addirittura Sciascia ipotizza che Lui si sia ritirato nello stesso convento dove si era ritirato colui che aveva sganciato la bomba su Hiroshima. E si è parlato anche di ipotesi fantasione...di rapimento e quant'altro. Ma Tu, da nipote, cosa pensi?

R. Per questo io ho ricevuto dei giornalisti che mi raccontavano di essere sicuri che Ettore fosse ancora in vita e che fosse in compagnia degli extraterrestri! Quindi...ne ho sentite di tutti i colori. Cose del tutto inverosimili alcune. Io sono del parere....

...Perdonami. Si è parlato anche, ad esempio, di una fuga volontaria in Argentina dove addirittura pare abbia frequentato la casa delle discendenti del grande Alessandro Manzoni...Ma, insomma, Tu da familiare...in casa Vostra...che idea Vi siete fatti?

R. Io sono convinto che se ne sia andato. Il discorso del suicidio non lo credo assolutamente. Non tanto per un fatto...per le Sue convinzioni religiose così forti che non erano probabilmente così...Lui non era quasi per nulla osservante. Credeva in Dio, quello sì! Aveva una forte idea di Dio ma non una forte frequentazione delle pratiche religiose quindi non Lo immagino a chiudersi in un convento. Potrebbe anche averlo fatto ma per tempi limitati, magari per togliersi dai piedi e per essere tranquillo. Non tanto come scelta di vita. Come scelta di vita tranquilla, per un certo periodo, puo' anche essere...anzi è molto probabile. Il discorso del suicidio non lo vedo anche per un altro motivo. Sarebbe molto piu'...cioè uno che si toglie la vita, intanto, si trova sconvolto e Lui non lo era per nulla. E' tutto così preciso quello che ha fatto fino all'ultimo che è veramente difficile pensare ad un suicidio e poi a che serve far scomparire il corpo? Come fecero notare alcuni, non si trova il corpo di un vivo non quello di uno morto. Uno che si toglie la vita lo fa nella Sua stanza, non ha nessun motivo di far scomparire il corpo. Se non si è trovato è perchè...era ancora vivo, evidentemente.

Quindi, diciamo, una fuga volontaria secondo Voi.

R. Secondo me, sì! Anche perchè ci sono tutti i presupposti per immaginare una cosa del genere. Lui si raccolse...raccolse tutti i soldi che potevano...di cui poteva disporre. Che fossero Suoi. Chiese addirittura alla nonna, due mesi prima...alla madre, quindi a mia nonna...due mesi prima, di liquidarGli l'ultima parte del conto che aveva con i fratelli. Chiese a mio padre di mandarGli i soldi, magari tutti, dopo aver restituito anche le mille lire che la mamma Gli aveva prestato qualche mese prima.

Ecco, Fabio ma...in una battuta. Il motivo di questa scomparsa, secondo Te?

R. Beh! Il motivo? Bisognerebbe avere la Sua testa per...per dirlo. Quello che posso immaginare io è che volesse togliersi dai piedi e che non volesse avere rapporti piu' con nessuno. Emblematica è la frase che lascia alla famiglia quando dice “Perdonatemi e ricordatemi se poteTe” Non dice “Perdonatemi se poteTe e ricordatemi”. Cioè Lui lascia intendere la possibilità che non si ricordassero di Lui in famiglia ed era proprio diretta alla famiglia...la lettera! Ricordiamoci che in Lui ogni parola era pesata. Se ha usato quest'ordine c'è un motivo. Anche in questo.

Magnifico. Purtroppo il tempo è tiranno. I nostri venti minuti sono finiti. Quindi...finisce qui l'odierna puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. La maniera migliore per chiuderla, credo...Fabio, sia di ricordare Ettore con ciò che disse Enrico Fermi di Lui...Enrico Fermi disse “...al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. C'è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza...poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene, Ettore era uno di quelli”.

R....c'è una continuazione a quella frase, un'ultima parte che non sempre è riportata “...ad Ettore mancava quello che tutti gli uomini hanno, il semplice buonsenso” Che io interpreto in un modo molto chiaro...cioè Ettore cercava la perfezione. Il buonsenso è quell'accomodare che fanno gli uomini per le piccole cose degli uomini.

Ringraziamo Fabio Majorana, nipote di primo grado di Ettore Majorana per questo regalo che ci ha fatto oggi e ringraziamo anche Carmelo Volpe, titolare della libreria “La Cultura” che ci ha ospitato per la seconda volta e ricordiamo agli ascoltatori di frequentare la libreria “La Cultura” che, in questo momento, versa in serie difficoltà. Da Silvia Ventimiglia è tutto. L'appuntamento è per giovedì prossimo, stessa ora, stessa frequenza. Alla prossima.(Onestamente, alla stesura di questa trascrizione, non so se andrò in onda anche nel mese di luglio o se terminerà qui l'avventura di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Vedremo l'evolversi della situazione....)

 

Spento il registratore, guadagniamo l'uscita della libreria. E' tempo di fumare una bella sigaretta... io ed il solito sigaro... Fabio. Continua a parlare fuori onda. Il Suo conversare si fa piu' intimo. Ricorda la sera in cui a casa Sua arrivò la notizia della morte della nonna paterna Dorina, madre di Ettore. Alla ferale notizia, ricorda Fabio, Suo padre Luciano aggiunse solo “Ora mamma sa cosa è successo ad Ettore!”. Per la prima volta noto in Fabio un moto di profonda e sentita partecipazione. I Suoi occhi, per la prima volta, si inumidiscono. Per Lui, la scomparsa di Ettore Majorana...il fatto che il famoso scienziato fosse il fratello di Suo padre...l'appartenere ad una famiglia così importante...non sono solo argomento di discussione. Sono la Sua vita, il Suo tessuto genetico e...l'aplomb va a farsi benedire!

 

 

Nota per i lettori. Trattasi di trascrizione integrale.

 

 

 

 
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