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Quando la musica unisce popoli e culture!
E' da qualche anno che Mascalucia, grazie all'impegno ed all'abnegazione di un gruppo di appassionati, si trasforma nella capitale della musica multietnica proponendo un festival che, già dal nome...Sete Sois Sete Luas....richiama gli echi di una musica struggente, la visione di distese desertiche, il vocalizzo dei tuareg, la carnalità del fado, del flamenco. Si tratta di uno di quegli eventi che, per la valenza culturale, diventa evento identificativo della località in cui si svolge. E così parlare del Festival “Sete Sois Sete Luas” non puo' prescindere dal parlare di Mascalucia, bella cittadina pedemontana che, ogni estate da un po' di tempo a questa parte, ha scoperto questa Sua vena musicale. Dinanzi all'importanza dell'evento, ho pensato che sarebbe stato bello fare una disgressione sul tema e proporre il profilo, piu' che il ritratto, di una manifestazione. Chiedere a Pasquale Paolillo, anima del Festival insieme alla vulcanica Giovanna Toscano, brillantissima esperta di comunicazione in forza al Comune di Mascalucia, di parlare del Festival e vedermeLo in studio di registrazione....è stato un tutt'uno. Ed allora...premo rec.
Buon pomeriggio da Silvia Ventimiglia. Nuova puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Questa è la prima volta nella storia di questa trasmissione che, anziché tracciare tratti e ritratto di un personaggio, tracceremo il profilo di un evento. Un evento di grande spessore culturale, tra le altre cose. Cercheremo, infatti, di saperne di piu' del Festival Sete Sois Sete Luas e lo faremo con colui che è considerato l'anima in Sicilia di questa manifestazione, esattamente Pasquale Paolillo... medico con la passione per la musica. Nel corso della nostra trasmissione poi ci avvarremo anche del contributo telefonico di Marco Abbondanza che è il Presidente dell'Associazione “Sete Sois Sete Luas” nonché Direttore artistico della manifestazione. Dott.Paolillo, innanzitutto, grazie di essere qui con noi!
R1. No, grazie a Voi per l'opportunità che mi daTe ogni anno di poter portare avanti questa...diciamo... questo prologo della manifestazione. Ci ha portato fortuna gli altri anni. Speriamo lo faccia anche quest'anno.
Per noi è, comunque, sempre un grande onore averVi ospiti per parlare di questa manifestazione che, veramente... anno dopo anno, cresce e diventa sempre piu' un appuntamento assolutamente culturale.
R1. Si. Ci siamo ricavati sicuramente una nicchia nell'ambito di quelle che sono le manifestazioni che, nel periodo estivo, rappresentano le proposte turistico-musicali della nostra provincia e direi anche della nostra regione, a questo punto... perchè il respiro della manifestazione è sicuramente internazionale. Marco Abbondanza, carissimo amico, darà sicuramente il Suo apporto per far capire come il Festival si articola ed i rapporti che noi abbiamo con le altre nazioni soprattutto con quelle che gravitano, che si affacciano sul Mediterraneo. Infatti il Festival nasce da questa cooperazione di città che hanno come scopo uno scambio culturale ed anche quello di permettere che la cultura non diventi un fatto sterile, di nicchia delle singole popolazioni cui appartiene, ma che possa interscambiarsi e questo, molto spesso, comporta il ritrovare negli altri la propria identità.
Dottore Paolillo, io vorrei andare per tappe.
R1. Si!
Innanzitutto vorrei sapere, perchè sono curiosa...dicevo che Lei è un medico con la passione per la musica... ma quand'è che c'è stato questo incontro folgorante con il Festival “Sete Sois Sete Luas” ?
R1. L'incontro è stato stranissimo. Circa 5 anni fa, quando per la prima volta abbiamo deciso a Mascalucia di portare avanti un discorso di contatto con la musica... oltre i nostri confini. In particolare modo, allora, avevamo messo insieme una rassegna...si chiamava “Musica lunaria” che era dedicata al fado. Nel momento in cui poi si doveva andare a fare...a regolarizzare dal punto di vista, diciamo così, amministrativo... abbiamo avuto la necessità di avere contatto con un'Associazione in grado di fare queste cose ed allora l'amico carissimo Marco Poeta, che allora portava avanti il discorso con ...”Musica lunaria”, propose Marco Abbondanza dal che Lui era direttore artistico del “Sete Sois Sete Luas” e questo fu il primo contatto. Abbiamo scoperto poi così il Sete Sois...Come si articolava ed abbiamo capito che la Sicilia doveva, per forza di cose, farne parte.
Perfetto. Il Festival abbraccia piu' di 30 città e coinvolge 10 Paesi in tutto il mondo e permette... cosa in fondo ? Questo è il risvolto culturale no? Permette a popoli e tradizioni di incontrarsi...popoli e tradizioni che non hanno...non avrebbero nulla in comune tra Loro...
R1...apparentemente!
Apparentemente. Dico...è questo il risvolto culturale del Festival ? L'importanza ?
R1. Sicuramente. Sicuramente. Questo, quindi, rappresenta l'anima che muove il Festival. Poi andiamo così...terra terra. Noi abbiamo la possibilità con questo interscambio di poter avere degli artisti che, molto conosciuti nelle Loro nazioni d'origine e quindi molto pagati, da noi invece, data la possibilità di interscambio, si esibiscono con poche lire o meglio con pochi euro...
...e succede anche il contrario.
R1...e succede il contrario.
...perchè vogliamo ricordare così brevemente...che, ad esempio, tra gli artisti italiani che sono andati fuori... ricordiamo una Carmen Consoli.
R1. Esatto. Carmen Consoli è stata una delle piu' grandi rappresentanti della musica nostrana che ha avuto a che fare con il Sete Sois con una Sua tourneè in Portogallo, a Capo Verde. Così come Carmen Consoli, anche i Lautari che stanno godendo in questo momento di un particolare successo.
Ecco, dottore Paolillo, per quanto riguarda proprio gli artisti italiani che sono stati apprezzati nei Paesi del Bacino del Mediterraneo, grazie proprio al Festival, sentiremo poi cosa ha detto Marco Abbondanza nel Suo contributo telefonico proprio perchè incentra la Sua conversazione su questo.
R1. Io direi che anche un'Antonella Ruggiero... anche lo stesso Jovanotti... hanno fatto parte del circuito del Sete Sois tanto per parlare di alcuni nomi noti. Poi abbiamo i nostri siciliani che sicuramente hanno fatto la parte del leone negli anni trascorsi.
Dicevamo una storia cominciata tanti anni fa tra la Toscana, esattamente tra Pontedera ed il Portogallo e son passati quanti anni da allora ?
R1. Beh! Con quest'anno siamo al 17° anno di vita del Festival che è cresciuto, man mano, arricchendosi di nuove partecipazioni. Inizialmente era un rapporto tra la Toscana ed il Portogallo. Adesso è diventato un rapporto dove in realtà le città sono 30 ed i Paesi sono...una decina. Tutta la zona del Maghreb, dal Marocco all'Algeria... alla Tunisia... la Spagna, la Francia...ci siamo, quindi, allargati anche in Croazia, Malta. Quest'anno avremo dei gruppi che vengono da Israele...addirittura siamo andati anche oltreoceano. C'è stato quest'anno l'incontro delle città del Festival a Fortaleza in Brasile. Il Brasile entra a far parte del Festival, per la sua eredità, per i suoi rapporti con il Portogallo, con questi paesi neolatini...
Ecco, però, il Festival “Sete Sois Sete Luas” non è soltanto musica, no? La sua mission è proprio quella di esplorare le esperienze piu' innovative di tutti i linguaggi della cultura. Quindi, parliamo di musica sì... ma anche di pittura, di scrittura no?
R1. Si, certamente. Quest'anno, ad esempio, Mascalucia sarà sede di una rassegna di opere di Oliviero Toscani. Avremo...non ricordo bene in questo momento la terminologia precisa con cui viene identificata la rassegna... ma avremo “Gli asini” di Oliviero Toscani. Sono asini portoghesi riportati su cartellonistica che rendono molto evidente quella che è la capacità artistica di questo grande rappresentante delle nostre arti figurative...della fotografia, in questo caso.
Dottore Paolillo so anche che questo festival, che di fatto è un organismo culturale operante a livello europeo, avrebbe bisogno – come dire – di un riconoscimento ufficiale. Questo gli permetterebbe insomma di avere un'organizzazione piu' stabile ed anche la possibilità di mettere in cantiere nuovi progetti. Ma a che punto siamo nel cammino verso questo riconoscimento ufficiale che, ricordiamo, è anche “sponsorizzato” da due Premi Nobel ?
R1. Si, certamente. Sia Saramago (Premio Nobel per la letteratura nel 1998) che il nostro Premio Nobel...
Dario Fo! (Premio Nobel per la letteratura nel 1997)
R1. Dario Fo. Io debbo dire questo che, a livello siciliano, la Regione Sicilia...la Commissione Cultura...il Presidente della Commissione Cultura, due anni fa, ha portato avanti il discorso del riconoscimento del Festival come istituzione in modo da poter uscire dall'ambito locale e poter acquistare così un respiro piu' ampio, diventare un'operazione che non fosse legata a quelli che sono i colpi di testa delle amministrazioni locali perchè, magari, oggi credono in una cosa e domani...per mancanza di fondi oppure per rivalità di natura politica...questi motivi potrebbero anche portare all'annullamento del festival...della realizzazione del festival. La Commissione Cultura. Ricordo allora l'On.Gianni, mi permetto dirlo perchè ha lavorato in questo senso ed oggi anche l'On.Fagone, scusaTe se lo dico ma è giusto riconoscere il merito... dato che si sta muovendo affinchè il Festival acquisti sempre piu' un carattere istituzionale e diventi patrimonio culturale della nostra regione.
Dottore Paolillo, è consuetudine di questa trasmissione...siamo proprio alla fine della prima parte, che l'ospite scelga una canzone che Gli piaccia... tratta dal repertorio, però, della musica italiana. Ora è chiaro che la scelta del dottore Pasquale Paolillo andrà a cadere su un brano italiano del Festival “Sete Sois Sete Luas”...
R1. Si. Io vorrei ascoltare...interpretato dall'Orkestra Sete Sois che, lo scorso anno, si era formata per l'occasione... il pezzo “Abballamu cu ventu” che era anche la sigla che apriva e chiudeva le serate.
Ed allora, ascoltiamoci la Sete Sois Orkestra. RestaTe con noi!
Seconda parte di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Quello che stiamo cercando di fare oggi è tracciare il profilo di un evento culturale di grande spessore che è il Festival “Sete Sois Sete Luas” che, anche quest'anno, terrà banco qui in Sicilia a Mascalucia... trasformandola proprio nella capitale della musica multietnica. Ne stiamo parlando con il dottore Pasquale Paolillo che ne è l'anima ma stiamo per trasmettere anche un contributo telefonico registrato nei giorni passati con Marco Abbondanza che dell'Associazione “Sete Sois Sete Luas” è il Presidente ed è il Direttore artistico del Festival. Ascoltiamo questo contributo.
Allora Marco, il 16 aprile è stata una giornata storica per il Festival “Sete Sois Sete Luas” perchè ha ricevuto l'XI Premio Caja Granada per la Cooperazione Internazionale per la costruzione del Centro Culturale “Sete Sois Sete Luas” a Capo Verde. Questo, tra le altre cose, è un omaggio all'attività di questa meravigliosa idea divenuta realtà da piu' di 15 anni e che unisce, con la cultura, persone e società completamente diverse tra Loro. Ecco. Qual'è il senso proprio del Festival?
R.2 Il Festival “Sette soli e Sette lune” appunto esiste dal 1993 ed è un progetto innovativo che unisce 30 città del Mediterraneo con due obiettivi principali: il dialogo interculturale e la mobilità degli artisti. Proprio per queste sue caratteristiche il Festival è stato piu' volte premiato dall'Unione europea in vari programmi specifici per le attività culturali e, tra l'altro, proprio recentemente il Festival è stato invitato proprio a Bruxelles, al Parlamento europeo lo scorso 20 gennaio, per un'audizione dedicata proprio alla sua esperienza. Gli europarlamentari della Commissione Cultura hanno chiesto di conoscere piu' da vicino l'esperienza del Festival che è un progetto che unisce gli artisti di tutto il Sud Europa e Bacino del Mediterraneo con un originale processo di scambio artistico e culturale. Per cui abbiamo molti artisti siciliani che partecipano al Festival, in Portogallo, in Spagna, in Francia, a Capoverde ed artisti da questi Paesi che vengono in Sicilia appunto nella sede esclusiva del Festival che è la città di Mascalucia. Tra gli artisti siciliani che abbiamo già portato fuori ci sono personaggi come Carmen Consoli che ha realizzato il suo primo concerto in Portogallo. Artisti come Mario Incudine, il gruppo catanese Nakaira, il gruppo Triatriba...tutta una serie di artisti che, nel corso degli anni, hanno onorato il Festival. Ecco, ricordo anche i Lautari che hanno partecipato piu' volte ed anche una voce molto importante in Sicilia, Rita Botto.
Questo festival praticamente serve a che questi legami che uniscono persone di cultura completamente diversa non si perdano anzi si rinforzino.
R2. Esatto! Il pubblico, quindi, assiste ad una programmazione di artisti molto conosciuti nei Loro Paesi d'origine ma che si esibscono per la prima volta in un altro Paese. Quindi, qualità, talento però anche... senso dell'avventura, della scoperta da parte di un pubblico che ci segue sempre piu' numeroso.
Perfetto, Marco che dire ? In bocca al lupo per l'edizione 2009!
R2. Grazie a Voi!
Ed allora, dottore Paolillo, questo è quello che diceva proprio Marco Abbondanza sul respiro internazionale e sul significato di questo Festival. Lei, poco fa, sottolineava proprio come la grande valenza del Festival sta nel fatto che puo' capitare che un artista molto famoso nel Suo Paese non lo sia affatto in altri Paesi e, quindi, che per Lui sia importante appoggiarsi ad un'organizzazione capace di portarlo in giro. Questo, naturalmente, a costi bassissimi per chi va a godersi questi spettacoli. Ecco, ma poi c'è un altro risvolto importante del Festival, che ricordiamo abbraccia 30 città e coinvolge 10 Paesi, ed è quello di coinvolgere non solo le grandi città ma anche i piccoli centri. Da qui, ad esempio, il coinvolgimento della piccola cittadina di Mascalucia.
R1 Certamente. Forse l'idea iniziale, e credo quella pregnante del Festival, è proprio quella di far si che la cultura non sia appannaggio solamente dei grossi centri che posseggono grosse disponibilità economiche per poter poi permettersi delle grosse manifestazioni. Anche i piccoli centri con questa operazione, con questa sinergia delle diverse città, diventano capitali culturali offrendo ogni volta, in occasione del Festival, sicuramente delle manifestazioni pregevoli. Gli artisti che vengono, sottolineo sconosciuti da noi, sono conosciutissimi nei Loro Paesi d'origine, invece. Così succederà quest'anno dal 21 al 25 luglio. La cornice che ospiterà il Festival è sempre l'anfiteatro all'aperto dentro il parco...
...Trinità Manenti, si!
R1. Trinità Manenti che già ha ospitato negli anni trascorsi il Festival. Una cornice stupenda che permette di godere appieno della manifestazione.
Però lei, poco fa, diceva personaggi sconosciuti però io ricordo che, nelle passate edizioni del “Sete Sois Sete Luas”, sono venuti qua fior fiori di artisti che, comunque, sono noti anche da noi...
R1. Vabbè, sicuramente...basta ricordare la Teresa Salgeiro!
Infatti!
R1. ...che anche in Italia è conosciuta come voce femminile dei Madredeus tanto per dirne una. Ma andiamo agli artisti di quest'anno.
Allora, progetti di quest'anno.
R1. Benissimo. Dal 21 al 25 luglio avremo, ogni sera alle 21.30, l'esibizione dei gruppi che partiranno in questo ordine:
Martedì 21 luglio un gruppo che viene da Israele. Sono 5 musicisti. Ci sarà una danzatrice. L'anima di questo gruppo è Elial Selalah che l'anno scorso abbiamo visto come valente flautista nel gruppo dell'OrKestra Sete Sois. Quest'anno lo ritroveremo invece con il Suo gruppo originario che è questo che verrà da Israele. Si chiama “Call of the mountain”. E' un gruppo che ci riproporrà quella cultura che è tipica delle zone della Galilea, del Monte Neron. Un misto tra la musica araba e la musica tesmero.
Ma dovremo aspettarci anche non so la riproduzione di qualche villaggio come negli anni passati il villaggio berbero ?
R1. Probabilmente avremo un “Villaggio delle etnie”. Questa volta lo chiameremo così perchè avremo l'esposizione di diverso materiale, di diversa oggettistica che verrà direttamente dai paesi da cui noi traiamo anche gli artisti per la componente musicale di questo festival.
Gli altri ospiti di quest'anno?
R1. Bene. Poi avremo da Capo Verde Tetè Alhinho che è una delle piu' grandi rappresentanti della musica capoverdiana. Poi il giovedì 23 il gruppo Navegante che vengono dal Portogallo. Insieme al fado, che sarà un elemento importantissimo nel panorama della musica che ascolteremo a Mascalucia, ci riproporranno altri temi tradizionali, tipici quindi della radice culturale portoghese. Poi andiamo al venerdì 24 luglio con l'Andalusia. Joan Pinilla, uno dei piu' grandi rappresentanti in questo momento del flamenco, insieme a 5 musicisti ed un gruppo di ballerini di flamenco. Sarà un momento per spostarci in Spagna, chiudendo gli occhi non saremo a Mascalucia sicuramente. Infine, Sabato 25 luglio... un altro progetto originale del Festival... così come l'anno scorso venne creata la Sete Sois Orkestra... quest'anno avremo la Sete Luas Orkestra. E' un'esperienza come quella dell'anno scorso fatta da diversi artisti che provengono sempre dai vari Paesi del Mediterraneo. Quest'anno la Sete Luas Orkestra avrà come coordinatore un siciliano, un siracusano, Mario Incudine.
Ah! perfetto...tra le altre cose ha avuto un grande successo al Nuovo Festival della Canzone siciliana.
R1. Si, al Festival della Canzone Siciliana.
Dottore Paolillo abbiamo parlato delle novità di quest'anno. Un calendario ricco di appuntamenti. In finale proprio ricordiamo gli obiettivi del Festival che sono la ricerca delle radici, la valorizzazione della diversità, l'educazione al rispetto ed alla tolleranza che, in questo momento storico, sono assolutamente importanti. E cos'altro è il Festival “Sette Soli e Sette Lune” ?
R1. Mah! Io credo che sia lo spirito che lo spinge e lo sostiene e cioè la ricerca di identità nelle culture diverse.
Perfetto. Con questa battuta ringraziamo il dottore Pasquale Paolillo. Con Lui e con Marco Abbondanza, in collegamento telefonico, abbiamo cercato di tratteggiare il profilo del Festival “Sete Sois Sete Luas”.
Finisce qui questa puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Vi ricordo che l'intervista integrale al dottore Pasquale Paolillo e a Marco Abbondanza e, quindi, il profilo che abbiamo cercato di tratteggiare del Festival “Sete Sois Sete Luas” è visionabile sul sito www.studio90italia.it. Da Silvia Ventimiglia è tutto. L'appuntamento è per giovedì prossimo, stessa ora, stessa frequenza. Alla prossima.
Stoppata la registrazione, ci salutiamo. Come sempre è stato un grande piacere farmi contagiare dal genuino entusiasmo di questo medico... con la passione per la musica e per il ballo. Mentre L'osservo andar via, ho l'impressione che la Sua andatura mutui il ritmo del flamenco mentre, girandosi, distrattamente mi ricorda l'appuntamento del 21 luglio...”Ti raccomando, fai parte della squadra!”. Oddio, è vero. Quest'anno sarò IO a presentare la prestigiosa kermesse....che Dio me la mandi buona!!! Ma questa è un'altra storia!
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