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Una vita vissuta sempre a...modo Suo!
Mai, come in questo caso, il titolo dell'intervista che segue così come la canzone scelta dall'ospite, rispecchiano ed identificano esattamente il personaggio. Perchè Lui, Sergio Consoli, è persona che ha vissuto e vive a modo Suo, secondo il Suo genuino sentire. Senza sconti per nessuno, tanto meno per se stesso. Guidato solo dalla profonda passione per il Suo lavoro e per la Sua terra.
Questa era l'idea che mi ero fatta prima di incontrarLo. Questa l'idea confermata dalla nostra , purtroppo breve, conversazione. La consapevolezza di trovarmi davanti ad un personaggio unico, ha fatto sì che – per la prima volta – io abbia dovuto ripetere i saluti iniziali a causa di un approccio incerto spia di una mia viva emozione. Ripremo rec.......
Buon pomeriggio e ben ritrovati da Silvia Ventimiglia. Continua la carrellata di ritratti proposta da PUNTO D'INCONTRO ogni giovedì. Personaggio notissimo, ritenuto uno dei guru della Comunicazione pubblicitaria e non solo...Lui è Sergio Consoli, titolare della CSC Agenzia pubblicitaria tra le piu' prestigiose.
Innanzitutto, Dottore Consoli, grazie di avere trovato un po' di tempo per noi tra i Suoi mille impegni...
R. Grazie a Lei e a Studio 90 Italia che mi dà la possibilità di diffondere i miei concetti, la mia professione sia nei confronti degli imprenditori siciliani ma soprattutto nei confronti dei giovani che possano così...abbracciare quella che io considero la professione piu' bella che possa esistere. Diceva un francese “Se non fossi francese vorrei essere francese”. Io dico “Se non fossi un pubblicitario vorrei essere un pubblicitario” e spero che molti ragazzi seguano questo mio consiglio.
Dottore Consoli, prima di parlare del Suo campo d'azione che è, per l'appunto, la Comunicazione a 360°, siccome noi siamo un po' curiosi no?..vogliamo sapere qualcosa anche della Sua vita privata. Lei nasce nel 1944. Ora, facendo due conti, quando Lei ha cominciato a lavorare in questo campo affascinante che è la Comunicazione, ecco la Comunicazione non era...così..presa in considerazione com'è oggi... cos'è che ha spinto il giovane Consoli ad avvicinarsi ad essa ?
R. Allora, io ho cominciato dal settore... essendomi iscritto all'Università alla Facoltà di Economia e Commercio a Catania...ho cominciato a studiare Statistica. Questo discorso mi ha affascinato. Per mantenermi “indipendente” agli studi, perchè la mia famiglia aveva la possibilità di mantenermi però io volevo essere totalmente indipendente, ho cominciato a lavorare. Ed ho cominciato a lavorare come intervistatore cioè quello...”Buongiorno Signora, sono della Doxa o della Demoscopea o di una delle tante società che ho girato...Le voglio fare un'intervista”. Sono andato a finire, dopo anni, nel mondo delle ricerche di mercato asservite alla pubblicità cioè tutte quelle ricerche che servono per capire se una campagna sarà efficace, qual'è la piu' efficace, qual'è il messaggio che viene ricordato meglio ecc...ecc...Lì mi sono innamorato di questa bellissima professione.
E chiaramente ha notato che aveva, comunque, talento...
R. E chiaramente, mi hanno detto...e poi ho riscontrato in 35 anni di attività che, unendo la mia esperienza di marketing con la creatività, riuscivo ad avere un buon prodotto, un buon risultato che ha consentito a decine, a centinaia, di aziende di lanciare i propri prodotti perchè noi abbiamo operato...prima operavo anche a livello nazionale. Ora, un pochettino con l'età, ho preferito rivolgere i miei interessi quasi esclusivamente a Sicilia e Calabria.
Ecco. Io vedo che Lei è innamoratissimo del Suo campo d'azione e sta andando...oltre. Io vorrei così...fare un passo indietro. So che Lei ha frequentato il Liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale.
R. Esatto
Ecco. Vuole condividere con noi qualche episodio legato a Sergio Consoli ragazzo? Studente ?
R. Eh...Sergio Consoli studente...penalizzato da un liceo di Catania perchè troppo esuberante...ha dovuto...
...allora come oggi!
R. Allora come oggi. Forse allora un po' di piu'! Ha dovuto ripiegare su un liceo, diciamo...su quello di Acireale. Ottimo liceo per la verità.
E severissimo tra le altre cose...
R. Ottimo liceo e...severissimo. L'unica cosa che ricordo quasi con dispiacere è che, in condotta, mentre a Catania avevo 7 meno meno, lì mi hanno messo 9. Però, mio padre mi disse “Questa è l'ultima spiaggia. Per cui se Ti buttano fuori da qui...Tu non potrai piu' andare al liceo classico”
Perfetto...questo un amarcord, diciamo,di Sergio Consoli. Poi, tornando un po' al Suo campo d'azione...Lei, a perfezionamento della Sua preparazione, si è trasferito al Nord Italia. Dapprima è andato a Milano, poi è rientrato a Catania. Il rientro a Catania ha coinciso con la prima società di ricerche di mercato con sede in Sicilia che porta, proprio, la Sua firma ed è la 3C. Ecco, ma la scelta di tornare, Dottore Consoli, è stata – come dire – dettata dalla nostalgia che prende tutti i siciliani che vanno fuori oppure proprio dalla voglia di realizzare qualcosa di concreto nella Sua terra ?
R. Allora. Innanzitutto, sicuramente dalla nostalgia. Dal fatto di mal sopportare il cattivo tempo che c'era fra Milano e Torino. Nello studio che, poi, ho avuto a Torino la luce era accesa a mezzogiorno perchè non si vedeva. Malgrado fosse sul Lungopò, quindi... con margini di strada enormi. Però non si vedeva. C'era bisogno di accendere la luce a mezzogiorno. Io non sopporto il cattivo tempo. Per cui...Amo la mia terra e volevo dare qualcosa alla mia terra perchè se tutti i siciliani, che trovano opportunità di lavoro al Nord, vanno al Nord ed invece di apprendere e ritornare, apprendono e restano al Nord, noi non portiamo nulla alla nostra terra mentre io ho voluto dare un contributo alla mia terra in termini lavorativi, in termini di...e alle aziende siciliane cioè a quelli che, come me, credono alla Sicilia. A proposito di questo, diciamo che ho creato questo personaggio...il Colapesce che regalo ai miei clienti che non è altro che un siciliano che ama la Sua terra tanto da sacrificare la vita per reggere la propria terra cosa che, in effetti, non dico che sacrificano la vita ma...di sacrifici gli imprenditori siciliani ne fanno sicuramente molti di piu' di quanto ne facciano gli imprenditori milanesi che lavorano con facilità perchè hanno tutto a portata di mano. Da noi creare, inventare un prodotto, fare crescere un prodotto ecc...ecc...è sempre una cosa difficile. Perchè non abbiamo niente, perchè viene tutto da fuori, perchè tutto dev'essere importato da fuori, perchè ci vogliono 4 giorni per le spedizioni. Io ricordo che, quando andavo a fare i corsi...andavo...ero qui a Catania...andavo a fare dei corsi di specializzazione di 1-2 giorni, la carissima Alitalia me la faceva costare una barca di soldi perchè allora non c'erano low coast. Allora si pagava Alitalia. Prezzo pieno. E per andare a Milano, diciamo, ogni siciliano che andava un giorno a Milano, fra albergo ed aereo, spendeva un milione. Stiamo parlando di 30 anni fa!
...certo! (Mentre Consoli è un fiume in piena, pur mantenendo alta l'attenzione a cio' che dice non posso non notare due silenziosi testimoni del nostro incontro: due strepitosi pupi siciliani a misura d'uomo che sembrano, anche loro, gradire cio' che viene detto. Fuori, dalla porta a vetri, si intravede un andirivieni di collaboratori. Tutti attivi, entusiasti. Nessuno nevrotico. Tutti “innamorati” del Loro capo e del Loro lavoro!)
R. Quindi una cifra che il milanese non spendeva. Si prendeva...se aveva soldi...il taxi sennò si prendeva il metrò. Andava. Si seguiva la conferenza e con 150 lire di allora aveva risolto il problema. A noi costava un milione. Una giornata di insegnamento del Prof.Tagliarcarne, una giornata di insegnamento dei vari...docenti che c'erano...Quindi abbiamo supportato questa...questo gap culturale. In piu', quando poi sono rientrato qui per fare la società di ricerche di mercato, diciamo che io ho operato da Catania a livello nazionale però con clienti del Nord. Cioè non sono riuscito a fare ricerche di mercato, tranne pochissime, con clienti del Sud perchè il concetto di ricerche di mercato qui era totalmente sconosciuto.
Ora vedremo che, insomma...questo settore ha fatto passi da gigante ma io mi chiedevo quali sono i tratti della Sua sicilitudo, no?...di sciasciana memoria... che Lei ritiene di aver messo in campo nel rapporto, ad esempio, con gli imprenditori del Nord ? Quali le Sue caratteristiche di siciliano che l'hanno fatta vincere...perchè Lei è assolutamente un vincente!
R. Mah! Io son salito su come diceva un mio amico e socio con il coltello fra i denti, determinato a riuscire. Quindi...caparbio, ostinato...con tutte le peggiori caratteristiche. Sempre con, diciamo...con uno sguardo alla Sicilia. Quando ho avuto lo studio a Torino, un nostro cliente siciliano, Nunzio Termine della MogaTermine di Palermo, mi disse una sola parola “Io non capisco perchè io palermitano – allora ci davamo del Lei – devo venire a parlare con Lei che è di Catania, in uno studio di Torino”. L'indomani, io ho parlato con i miei soci ed ho detto “Io scendo giu' in Sicilia ed apro la CCB Sud, filiazione della CCB Torino ecc...ecc...”che ora è diventata CSC perchè unico proprietario sono io.
Perfetto. Noi siamo quasi alla fine della prima parte della nostra trasmissione. E' consuetudine che il nostro ospite scelga una canzone tratta dal repertorio della musica leggera italiana da ascoltare nella pausa tra la prima e la seconda parte. Una canzone a cui è particolarmente legato Sergio Consoli? Che Gli ricorda, magari, un periodo particolare della Sua vita...Qual'è ?
R. Mah! Una canzone...vediamo se riesco a ricordarmela...però credo che non sia siciliana o italiana...ma è di Aznavour.
Aznavour...noi siamo, però, una radio di solo musica italiana...quindi, dovrebbe magari...come genere confidenziale mi viene in mente...non lo so...un Gino Paoli Le ricorda qualcosa ?
R. Si. Credo che l'abbia cantata anche Lui. La canzone dovrebbe chiamarsi “Questa è la mia vita”
“Questa è la mia vita”...si, penso che l'abbia anche cantata Paoli o, comunque sia, se ci sbagliamo sia io che Lei, ci ascoltiamo comunque...Paoli. RestaTe con noi. (Saprò piu' tardi di non poter accontentare il mio ospite. In archivio, purtroppo, non è rintracciabile la versione italiana di “My way” cavallo di battaglia, prima, di Sinatra e di Aznavour, poi. Opteremo per un ottimo Paoli).
Seconda parte di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Nostro graditissimo ospite di oggi è un guru della Comunicazione, assolutamente. E' Sergio Consoli, titolare della CSC Agenzia pubblicitaria di assoluto prestigio.
Eravamo fermi al Suo rientro in Sicilia. So che, però poi, subito dopo è ripartito. Questo viaggio di ritorno al Nord è stato dettato da cosa ? Dalla voglia di specializzarsi ancora di piu'?
R. Allora. Questo viaggio è stato dettato dalla necessità che, lavorando nel settore delle ricerche di mercato e non trovando opportunità di clientela qui, ero costretto a fare un andirivieni fra Catania e Milano cioè il lavoro preso a Milano, sviluppato a Catania, consegnato a Milano. Quindi, riunioni su riunioni, stavo piu' in aereo che non a Milano o a Catania. Lì ho avuto la fortuna di entrare nell'Istituto “Creativitis Window” di proprietà dello Studio Testa che faceva le ricerche di mercato nel mondo della Comunicazione quindi...impatto del manifesto, quindi impatto dei testi, quindi scelta dei testi...Lì mi hanno detto che ero piu' bravo a fare il creativo che non a fare il marketing. E sono riuscito a sposare le due cose.
Le due cose, esatto.
R. Cioè, partendo da una grossa esperienza nel Marketing, studio il problema dal punto di vista...accettazione del mercato, possibilità di inserimento dei prodotti ecc...
Quindi, diciamo, un approccio scientifico...
R. Un approccio scientifico e, poi, faccio sviluppare la creatività fermo restando che la base dev'essere un problema di marketing.
Certo!
R. Perchè è inutile lanciare un prodotto che nessuno vuole. Vediamo cosa vogliono le persone e poi Gli confezioniamo il prodotto su misura, lo diffondiamo nel modo migliore, con l'immagine migliore, con il concetto migliore seguendo le regole della pubblicità, però, partendo dal marketing.
Da un approccio scientifico, ecco...ma qual'è, Dottore Consoli, l'intento primario di un pubblicitario ? E' assolutamente quello di far crescere i clienti o c'è anche il soddisfacimento proprio, no?..del pubblicitario nel mettere a frutto la propria creatività ?
R. Allora. Ci sono due momenti. Uno è la soddisfazione del cliente. L'altro è vedere, fisicamente, le proprie idee tradotte in immagini e poterne controllare la rispondenza a quello che uno aveva pensato a tavolino. Cioè, il nostro pensiero si svolge sicuramente fra...prima era solo con i tavolini ora è anche con i computer...però poi c'è un'attuazione pratica per cui se io lancio un prodotto e dopo 30 giorni, dopo 60 giorni, questo prodotto prende piede...io ho la mia soddisfazione personale che sono riuscito ad inventarmi una qualche cosa... sto parlando, in questo caso, di prodotti innovativi...
...si!
R...di inventarmi qualche cosa a cui gli altri non avevano pensato, a cui il mio cliente, o io ho pensato e riesco a farla affermare.
Ma senta! Così...il fatto che si sia affacciata, ad un certo punto, la tecnologia. Questo cosa ha tolto ? Un poco alla creatività del pubblicitario o lo ha aiutato assolutamente nel lavoro ?
R. No. Non ha tolto niente alla creatività perchè il computer non è creativo. Il computer dà la possibilità di sviluppare un disegno o di ritoccare una fotografia, cosa che prima veniva fatta manualmente ma in tempi molto lunghi, di ritoccarla in tempi molto brevi. Prima per fare un disegno esecutivo, diciamo, di una certa complessità ci potevano volere anche 15 giorni di disegno effettivo a tavolino...oggi ci vogliono al massimo 2 giorni. Il disegno piu' complicato, piu' difficile...
Quindi la tecnologia assolutamente è d'aiuto in questo caso!
R. Si! Certo!
Senta. Il Suo nome, il nome della Sua agenzia, è legato a grosse campagne pubblicitarie. Devo dire che la Sua agenzia ha fatto la fortuna anche di tanti imprenditori...ecco, come se Lei fosse...lo è in fondo...il genitore no?...di queste campagne pubblicitarie...Ha un figlio prediletto ?
R. Ma...io non parlerei di un figlio prediletto perchè tutti i figli sono voluti egualmente bene. C'è qualcosa che ho fatto, che è diverso dagli altri perchè ho inventato il prodotto. Ed è diverso. Non l'ho pubblicizzato, L'ho creato. Mi riferisco a quando le uova venivano vendute, diciamo, anche sfuse e noi ci siamo inventati il “Datovo”, l'uovo con la data che oggi è una cosa comune. C'hanno tutte le uova. Prima non c'era questa data di deposizione o di scadenza. Noi abbiamo inventato per la Sicilia il “Datovo” e, come Le dicevo prima, abbiamo riscontrato il successo del prodotto in un mercato che era totalmente anonimo. Cioè non c'era l'uovo di marca. Si vendevano uova. Noi abbiamo inventato un prodotto che si chiamava “Datovo”, che si chiama “Datovo” tuttora perchè è ancora in circolazione...con delle caratteristiche particolari, quella di avere la data di deposizione, di essere ritirato entro 2 giorni e che è riuscito, in 30 giorni, ad entrare nella borsa della spesa dei consumatori siciliani. Ecco questo...uno, diciamo, dei figli che prediligo. Un altro figlio che prediligo è...l'arancino surgelato. Perchè gli arancini...noi avevamo la possibilità di assaggiarli e degustarli a Catania. Qualcosa a Palermo ma non fuori. Ad un mio cliente, attualmente amico, imprenditore che aveva avuto quest'idea ma non riusciva ad immetterla sul mercato...noi abbiamo creato questo prodotto, l'abbiamo confezionato, l'abbiamo – come si dice – vestito, rivestito, pubblicizzato, portato avanti. Attualmente Lei, nella catena dei Mc Donald's, puo' mangiare questo arancino surgelato. Lo trova in catene di supermercati...diciamo che è fabbricato, fritto anzi...
...si?
R. A Caltagirone.
Ah ecco!
R. Ecco..e che il progetto è nostro. Cioè un prodotto siciliano che io sono riuscito a portare avanti. Quindi questi sono i progetti a cui Lei è particolarmente legato?
R. Questi...ci sono particolarmente legato perchè si parla di prodotti nuovi e di prodotti di largo consumo. Poi tutto il resto, tutte le campagne...se una campagna esce è perchè mi piace. Se non mi piace non la faccio uscire. Preferisco dire al cliente “Non ce l'ho fatta. Non...non sono arrivato in tempo, non ce la faccio....” Non faccio uscire un figlio che non voglio, che non sia di mio gradimento. Ecco, qui non c'entra niente con la natura...la natura, purtroppo, ogni tanto dà dei figli che non piacciano. Qui è una decisione che viene presa. Sono soddisfatto...
Quindi, Lei questo figlio lo fa nascere come vuole?
R. Perfetto! E che sia...
Esatto...e che sia con gli occhi azzurri e con i capelli biondi!
R....e che sia attinente al mercato e che venga...Se qualche errore c'è di progettazione, ce ne accorgiamo e cerchiamo di correggerlo. Tenuto conto che io ho fatto fare di recente un'estrapolazione dei miei dati...noi abbiamo fatturato in 35 anni di attività a 1800 aziende diverse. Quindi abbiamo un bagaglio di clientela...alcuni hanno chiuso, altri hanno cambiato attività, altri si sono trasferiti, altri così...ecc..ecc...però abbiamo lavorato per 1800 aziende. Di contro abbiamo anche clienti che sono clienti nostri da 35 anni per cui qualsiasi etichetta, qualsiasi catalogo, qualsiasi depliant...dal biglietto da visita all'arredamento, direi quasi, interno con i quadri, le cose ecc...ecc...sono tutte creazioni nostre. Mi sento a casa mia quando vado lì!
Lei diceva proprio 35 anni di attività perchè la CSC proprio ha compiuto 35 anni...
R. '74...apertura a Catania. E' la prima agenzia che ha aperto in Sicilia. Nel 1974.
15 dipendenti, oggi...quindi una grossa...
R. Attualmente 15 dipendenti...si!
Quindi una grossa realtà. Ecco, ma in tutti questi anni...com'è cambiato, diciamo, l'approccio alla creatività ? Se è cambiato, dottore Consoli ?
R. Ma...l'approccio alla creatività non cambia in questi anni...cioè si puo' modificare qualcosa...essere piu' vicini...La metodologia è sempre la stessa: forza di fantasia, conoscenza del mercato, studio dell'argomento, del problema ecc..ecc...E forza del pensiero. Poi le regole sono le stesse. Suscitare l'attenzione. Emergere dalla massa di comunicati dei concorrenti, di altri clienti ecc...ecc...Si chiama AIDA da noi che è...un sinonimo.... A ttenzione; suscitare un I nteresse...cioè ..”Questa cosa, guarda, la sto scrivendo proprio per Te, interessa proprio Te, guarda, guardami perchè T'interessa, Ti risolve il Tuo problema...
Certo!
R. Fare crescere il D esiderio e da ultimo, piu' importante...spingere all'A cquisto.
Perfetto. Appurato che Lei la pensa come Roosevelt che soleva dire che se fosse tornato a nascere avrebbe preferito occuparsi di pubblicità perchè la pubblicità unisce autentica fantasia allo studio profondo della psicologia...Lei ritiene di contribuire, di aver contribuito in questi 35 anni a fare un po' come Colapesce, che poi è il personaggio da cui...Lei poco fa ne parlava...esiste anche un premio no?..che viene dato agli imprenditori e a coloro che sostengono l'economia siciliana...
R. Perfetto!
...così come faceva questa figura mitologica che sosteneva...
R. Certo...una delle colonne...
..per evitare che la Sicilia s'inabissasse. Ecco, Lei ritiene di aver contribuito con la Sua agenzia pubblicitaria, e con questo chiudiamo, a mantenere alta, proprio, l'economia siciliana ed evitare che si inabissasse ?
R. Ma, evidentemente, ho portato alcune aziende a livello di leaders nazionali nel mercato. Io facevo riferimento ad una produzione di prodotti tipici alimentari. In questo settore noi siamo leaders di mercato. Abbiamo clienti nel settore dell'agricoltura che sono leaders nazionali di mercato. Anche se non compaiono come nomi grossissimi ecc...ecc...perchè noi siamo sempre, come dire, molto...molto timidi...cioè noi siamo in grado...noi imprenditori siciliani, siamo in grado di fare le cose, le facciamo anche meglio degli altri però... non siamo in grado, certe volte, di pubblicizzarle. Io, fra i miei clienti, ho un tour operator che è di grosso spessore nazionale però, mentre un Rossi o...un Crociere Costa..compare da tutte le parti, questo è quasi uno sconosciuto pur avendo le stesse dimensioni e la stessa forza.
Certo!
R. Ecco. Noi non siamo in grado di...non vogliamo, a volte...siamo così...”Vabbè. Tanto...io lo so fare” ecc...
Dott.Consoli, proprio in conclusione, una battuta. Lei ritiene che la pubblicità, in questo periodo di recessione, possa aiutare a vincere la crisi ?
R. Secondo me, si! Perchè innanzitutto la pubblicità è informazione e se io sono informato sul prodotto che sto comprando compro quello che mi serve e non quello che non mi serve. E poi, Le ricordo anche che molte nostre campagne hanno sfondo sociale...io ho fatto campagne di pubblicità per la donazione del sangue dando la mia opera gratuitamente e per l'Associazione...per l'Unione Italiana Ciechi. Cioè, ho sempre prestato al sociale tutte le mie capacità anche, diciamo, senza fini di lucro. Quindi, la pubblicità è anche intesa come informazione sociale. “DonaTe il sangue” è una campagna che aiuta tutti quanti. Io dico, fra i miei preferiti, se ne posso citare una...noi abbiamo vinto il concorso nazionale per l'Anno dell'handicappato nel '90 con un'immagine che rappresentava, diciamo, un po'...una statua di Michelangelo presa dai “Prigioni” di Michelangelo...cioè il personaggio bello... però incatenato nel marmo perchè ancora non finito di scolpire e Gli abbiamo aggiunto una frase...”Capita che indifferenza ed apatia rechino maggior offesa del dolore!” E questo ha vinto questo premio nazionale ed è stata la campagna nazionale per un anno, nel '90, dell'Associazione nazionale per la cura degli handicaps.
Perfetto, dottore Consoli, grazie veramente del tempo che ci ha dedicato
R. Grazie a Voi!
Finisce qui l'odierna puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Da Silvia Ventimiglia è tutto. L'appuntamento è per giovedì, stessa ora, stessa frequenza...Vi ricordo che l'intervista al nostro ospite, al Dottore Sergio Consoli, così come le interviste a tutti i precedenti ospiti, è disponibile sul sito www.studio90italia.it
Da Silvia Ventimiglia è tutto.
Alla prossima.
Spento il registratore, non posso fare a meno di curiosare attraverso lo studio. Tante, tantissime locandine di altrettante campagne pubblicitarie, curate e realizzate da Sergio Consoli, sono esposte in rigoroso ordine cronologico sulle pareti degli ampi corridoi. Mi convinco sempre piu' che la pubblicità sia una forma d'arte... almeno quella del nostro protagonista! E poi... soffermarsi e cogliere l'evoluzione dell'immagine e del messaggio pubblicitario.... è un meraviglioso tuffo nel passato. Visto il mio vivo interesse Sergio Consoli mi fa da cicerone e mi accorgo che, per Lui, guidarmi è come farmi vedere ed illustrare le foto di famiglia con le quali, tante volte, intratteniamo i nostri ospiti a casa. In questo caso, c'è qualcosa in piu'!...attraversare 35 anni di pubblicità, patrimonio di tutti, è come fare un viaggio attraverso la propria vita. Si è fatto tardi. Mi accorgo di essere rimasta senza parole. Tanta e tale è la pienezza delle sensazioni provate. Leggo la frase che Consoli usa come leit motiv della Sua attività...”Trasformiamo i pesci... in grandi oratori!”....Sorrido tra me e me e penso....”No, stavolta...no!”
Alla prossima!
Nota per i lettori. Trattasi di trascrizione integrale.
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