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PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti: Vincenzo Lorefice, Presidente Comitato prov.le UNICEF Catania Stampa E-mail
Scritto da Silvia Ventimiglia   
giovedì 01 gennaio 2009

 

Il paladino dei...bambini!

 

Per la puntata inaugurale del Nuovo Anno, l'idea era quella di parlare di futuro, di speranza.

Dapprima, avevo pensato di dedicare questo spazio alle previsioni astrologiche poi, passando i giorni, il continuo martellamento mediatico che decreta essere, il 2009, l'anno dei segni d'Aria, Acquario in particolare...ha fatto si che, da buona rappresentante del pragmatico, e a volte vendicativo, Toro dicessi “Ah si?... gli Acquario possono aspettare!”. Scartata, quindi, la suddetta ipotesi – che slitta solo di una settimana – il dunque era trovare uno spunto adatto per una puntata da mettere in onda all' ”alba” di un Nuovo Anno. Mi sono chiesta allora, dove ritrovo l'ottimismo, la fiducia quando a volte, vengo presa dalle incombenze quotidiane e rimango ancorata a terra, prigioniera di pensieri e discorsi “piccini, piccini”. Trovato! Nei bambini, non c'è dubbio... sono Loro il nostro futuro!

Ecco. Avrei tracciato il ritratto di qualcuno che pensa veramente che il futuro, ma anche il presente, risieda nell'Infanzia e non si limita solo a pensarlo. Un vero difensore dei diritti dei bambini. La mia ricerca è durata un nano secondo...Non ho avuto dubbi. Il protagonista della puntata del 1° gennaio 2009 sarebbe stato Vincenzo Lorefice, Presidente del Comitato provinciale Unicef di Catania...chi sennò? Prima ancora che finisca di digitare il numero di telefono...il Professore Lorefice è già in radio per registrare. Ha sempre tempo e voglia per dare voce a chi, il piu' delle volte, non ce l'ha.

Ed allora...premo rec

 

Buon pomeriggio e ben ritrovati da Silvia Ventimiglia. Primo appuntamento di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti targato 2009.

Ma vediamo chi è l'ospite di oggi. Lo abbiamo invitato per parlare di bambini, bambini quale augurio di un Anno Nuovo all'insegna della solidarietà, della speranza e della fiducia.

Lui è Vincenzo Lorefice, Presidente del Comitato provinciale Unicef di Catania (saprò in seguito anche Segretario del Comitato regionale Sicilia)

Innanzitutto, grazie Professore di aver accettato di incontrarci proprio il Primo dell'Anno.

R. Grazie a Voi. Grazie dell'invito, soprattutto.

E' un onore, davvero, averLa qui professore. Allora, prima di parlare di bambini, che poi è il motivo per il quale l'abbiamo invitata, è nostra abitudine, insomma, farci un po' gli affari dei nostri ospiti.

Lei, professore, nasce a Catania nel 1947.

R. Si!

Conferma ?

R. Si,si. Confermo.

Perfetto. Professore, ecco, facendo un'incursione preventiva nel Suo campo d'azione che è proprio la tutela dell'Infanzia, ecco...che epoca era quella in cui è nato Lei ? C'era maggiore attenzione verso i problemi dei bambini ?

R. Mah! C'era la stessa attenzione che adesso noi rivolgiamo, a livello mondiale, ai bambini dei paesi piu' poveri del mondo. L'Italia usciva dal Secondo Conflitto Mondiale devastata, come tutti gli altri paesi d'Europa ed i bambini di quell'epoca avevano bisogno di tutto. Avevano bisogno del latte, dei vestitini, delle coperte, dei libri. Ed i bambini di allora, me compreso, ebbero la possibilità di nutrirsi meglio grazie all'Unicef che, con i propri fondi, stanziati appositamente... perchè era una Fondo di emergenza... fece costruire tante Centrali del latte tra cui quella di Catania. Ecco, i bambini di Catania, della provincia di Catania ebbero modo di bere il latte prodotto nella Centrale del latte di Catania grazie all'aiuto dell'Unicef.

Ecco, professore...ma Lei...per scendere proprio nel privato...che tipo di bambino era ?

R. Mah...io ero un bambino molto buono. Molto introverso, devo dire. Però riuscivo anche a rendermi conto di una realtà che era una realtà molto triste perchè molti dei miei compagnetti, rispetto a me, che pure non vivevo...non navigavo nell'oro...vivevano molto peggio di me e, quindi, quell'aiuto che ci veniva attraverso la refezione scolastica fatta con il latte, appunto con latte in polvere sciolto appositamente dalla bidella, che era anche cuoca, ci permetteva di avere una nutrizione assolutamente ineccepibile.

Professore, mi chiedevo...Allora, ai Suoi tempi, quasi anni 50 no?, quale tipo di torti pensa di aver subito dagli adulti. Lei bambino. Perchè noi tante volte parliamo di bambini violentati, di bambini affamati però ci sono anche altre realtà, soprattutto, le realtà industrializzate, in cui il bambino viene poco ascoltato, viene ignorato....

R. Mah! Io, come bambino, non ritengo di aver subito dei torti semmai c'era un'abitudine molto diffusa che era quella che – essendo un bambino – non si aveva il diritto di intervenire nelle cose di cui parlavano i grandi. Oggi c'è maggiore attenzione sicuramente anche grazie ad una legge universale che è la “Convenzione internazionale sui Diritti dell'Infanzia” che, proprio quest'anno...2009...il 20 novembre...compie 20 anni. Si! Il 20 novembre 2009 compie 20 anni. Stiamo già preparando delle belle ed importanti iniziative con la Provincia regionale di Catania, con l'Università, con la Facoltà soprattutto di Giurisprudenza , per festeggiare...per sottoporre all'opinione pubblica le problematiche che riguardano i bambini, badando molto all'interesse che ha l'Unicef , ma non solo l'Unicef ma tutti coloro i quali si occupano di bambini, che i bambini vengano ascoltati. Vanno ascoltati perchè le Loro istanze vanno prese in considerazione, in seria considerazione.

Perfetto. Professore, poi... la Sua predisposizione..no ?...verso il mondo dei giovani, dei bambini, ha trovato sfogo, diciamo, nell'insegnamento. Lei, per anni, è stato insegnante di Scuola media. In pensione da...

R. 36 anni di insegnamento!

36 anni di insegnamento. Ecco, in tutti questi anni, come ha visto evolvere il mondo dei ragazzi ? Come sono cambiate, se sono cambiate, le esigenze dei bambini e dei ragazzi in questi ultimi 36 anni ?

R. Mah! In questi 36 anni, sicuramente, le esigenze sono cambiate ma piu' che cambiate, diciamo, è che c'è una diversa...un diverso modo di concepire le esigenze dei bambini. Oggi i nostri bambini riescono, nel bene e nel male, ad avere tutto quello che chiedono. Lo ottengono spessissimo anche subito e, talvolta, non si rendono conto dell'importanza di quello che hanno, cercando di avere sempre di piu' e questo è molto, molto sbagliato. Non pensando che, invece, quello che hanno è un grosso, bellissimo, risultato di cui purtroppo, tanti bambini del mondo vengono privati. Ma non solo di quello che Loro hanno perchè se lo sognano addirittura quello che i nostri bambini riescono ad avere, ma ci sono bambini nel mondo che non hanno riconosciuto neanche il diritto di avere un nome, cioè di essere registrati all'anagrafe del Loro Paese ovvero di avere i vaccini, indispensabili alla sopravvivenza. Noi, in questo senso, insieme ad altre organizzazioni, operiamo proprio perchè ogni bambino possa vedersi riconosciuto almeno il diritto alla salute.

Io vedo che Lei porta sempre il discorso sui bambini e tergiversa un po'...Noi, adesso, vogliamo sapere qualcosa in piu' di Lei!

R. Si!

Tra le Sue note leggo che Lei, tra le altre cose, è un serio collezionista. Ma serio, davvero.

R. Non raccoglitore ma... proprio collezionista.

Collezionista...che è una cosa diversa....

R. ...Ben diversa.

..assolutamente. Di cartoline di Catania antica, anche di cartoline augurali e tra queste le cartoline Unicef, credo che la facciano..no?..da padrone. Ma questa passione...da cosa nasce ? Anche da una passione per la storia perchè, in fondo, anche attraverso..no? I bigliettini augurali si riescono a ricreare frammenti di storia ?

R. Guardi. Si puo' cominciare veramente con poco e si può, anche, cominciare in un modo strano, piu' strano possibile com'è capitato a me. Io ho cominciato quando avevo...adesso una nota personale...che mi fa piacere riportare. Cioè, quando ero bimbo di V elementare, allora si usavano i quaderni di bella copia e di brutta copia. E quelli di bella copia...

Professore lo ricordo anche io!...che sono di qualche anno dopo, diciamo.

R. Si,si,si...di molti anni dopo! Quello di bella copia era di un certo spessore, aveva il bordo rosso e la copertina di cartoncino rivestita di una carta nera. Ebbene, quella carta nera era naturalmente attaccata con della colla, una colla che devo dire non era molto forte, molto sostenuta, per cui uno di questi quaderni aveva questa carta nera che tendeva a staccarsi e la mia curiosità di bimbo mi portò, pian piano, a correre addirittura a fare anche dei temi, molto piu' lunghi di quelli a cui ero abituato, giusto perchè il quaderno finisse perchè era importante completare il quaderno e non distruggerlo come spesso fanno, purtroppo, i bambini di oggi. E...quella carta staccata con un po' d'acqua, mi presentò agli occhi 2 cartoline di Catania che erano 2 prove di stampa di una grossa casa editrice di Catania, la “Edificare”... non facciamo pubblicità perchè, ormai, non esiste piu'...dove c'era Piazza Roma e Piazza Università quando al posto degli attuali candelabri c'erano delle palme. E da lì cominciò questa passione per le cartoline di Catania che poi si è trasferita su altro tema a me molto caro che è quello del Natale.

Si!

R. Ho una bella, discreta, collezione di cartoline di Natale dove, appunto, i cartoncini Unicef fanno la loro parte.

Assolutamente. Ma, professore, questo amore per la storia e l'arte, poi, si estrinseca anche nella pubblicazione di un volume che è “Pour la vie”, sulle tradizioni nuziali, ed anche nella “Miniguida ai monumenti di Catania” che è stata una pubblicazione che, ricordo ai tempi, fece scalpore.

R. 13.000 copie stampate dal Comune di Catania all'epoca, in occasione dell'Anno Internazionale promosso dall'Unesco, l'Anno Internazionale dell'archeologia. Quello di...”Pour la vie” che appunto raccoglie una bella collezione di cartoline, non mie purtroppo ma dell'editore che le comprò proprio appositamente, racconta la storia delle donne che aspettavano di trovare il principe azzurro oppure che si erano sposate e, quindi, sono tutte le coppie o le singole, le donne soprattutto, le spose in abiti da cerimonia. Questo libro l'ho scritto insieme ad una grande giornalista, Luciano Spadanuda, che fu redattore de “Il Messaggero”.

Come no! Si...

Che insieme a me...appunto, preparammo insieme questo volume che, devo dire, ha avuto anche un grosso successo.

Insomma...non si è fatto mancare nulla, professore!

R. No!

Ora m'impiccio ancora un po' dei fatti Suoi...per sapere...E', così, consuetudine di questa trasmissione che l'ospite scelga una canzone da...ecco tutti i miei ospiti rabbrividiscono...

R. Sono di uno stonato!!!!

Noo! Da ascoltare...

R. Ah..da ascoltare ? Ah, va bene!

Da ascoltare...tra la prima e la seconda parte. Nella pausa, insomma. Ecco...però, tratta dal repertorio della musica leggera italiana. Qual'è la canzone a cui Vincenzo Lorefice è particolarmente legato, che magari Gli ricorda un momento particolare della Sua vita ?

( Passa no minuti interminabili...) Un titolo...professore!

R. Mah...in questo momento non mi sovviene.

( Incalzo...) Un autore...un cantante!

( E, mentre sto per gettare la spugna...)

R. Io sono molto appassionato cioè... mi piace tantissimo ascoltare Bennato.

Perfetto! Allora ci ascoltiamo una canzone di Bennato. RestaTe con noi!

R. Bene...grazie!

 

Seconda parte di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Nostro graditissimo ospite di oggi, in questa puntata – ricordo – inaugurale del 2009, il Prof.Vincenzo Lorefice che è Presidente del Comitato provinciale Unicef di Catania. Nella prima parte abbiamo cercato, insomma, di sintetizzare proprio in 10 minuti professore, i tratti della Sua personalità, sorvolando però su...sui tanti riconoscimenti, anche, sui tanti incarichi che Lei ha ricoperto. Uno per tutti, voglio ricordare che Lei è “Benemerito della Scuola, della Cultura e dell'Arte” e, poi, anche che ha pubblicato tantissime opere aventi, come comune denominatore, sempre l'Infanzia. Dicevo che Lei è Presidente del Comitato provinciale Unicef di Catania. Ecco, Le chiedo professore, oggi la negazione dei diritti dei bambini, diciamo che...è la norma.

R. Si!

Proprio nella ricorrenza del 60° Anniversario, che è l'Anniversario a cui io mi riferivo pocanzi, della “Dichiarazione Universale...

R. Infatti.

...si, dei Diritti dell'Uomo”, la violazione dei Diritti dei Bambini è risultata essere proprio la piaga di questo XXI secolo. Ecco, non Le sembra che è...come dire...che è come negarci il futuro ? Perchè, insomma, questo sono i bambini alla fine. Non è un atteggiamento autolesionistico da parte di noi adulti ?

R. E', purtroppo, una pratica molto diffusa quella, appunto, della negazione dei diritti dell'Infanzia. E...dobbiamo, però, ricordare...sempre che i bambini non sono soltanto il nostro futuro ma sono anche il nostro presente. Quindi, occorre che vengano ascoltati, che le Loro istanze vengano prese in seria considerazione. E noi lo facciamo. Lo facciamo seguendo i dettami della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e ci impegniamo a far riconoscere a tutti i bambini, ragazzi, adolescenti, questi diritti riconoscendoli come principi etici permanenti e con parametri internazionali di comportamento verso l'Infanzia.

Scusi se Le interrompo, professore.

R. Prego

L'Unicef, che è proprio un'Agenzia delle Nazioni Unite...

R. Si, Agenzia dell'ONU, si!

Dicevamo, poco fa, che è nata nel 46 per dare le prime risposte alle emergenze dei bambini che uscivano fuori dal Conflitto Mondiale. Ecco, l'emergenza di allora, diciamo, è passata. Ne sono subentrate altre, ahinoi!

R. Si. Certo, certo...infatti nacque appunto come Fondo di Emergenza tant'è che l'acronimo, che all'inizio veniva scritto con i puntini dopo ogni lettera perchè il significato era Fondo di Emergenza delle Nazioni Unite per l'Infanzia, finita l'emergenza nei paesi per i quali era nato l'Unicef, è stato trasformato in Fondo Permanente e, quindi, l'acronimo è rimasto perchè era conosciuto a livello internazionale ma il significato cambio' perchè non era piu' Fondo Permanente con l'attenzione rivolta ai paesi piu' poveri del mondo, i cosiddetti, allora, paesi del Terzo Mondo cioè paesi nei quali c'era una forte carenza dei riconoscimenti dei diritti, dove i bambini venivano privati dei diritti piu' elementari...appunto...il diritto allo studio, il diritto alla salute, il diritto ad avere un nome, il diritto ad una sana alimentazione...Successivamente, appunto, l'Unicef si è creato una struttura organizzativa, devo dire, assolutamente straordinaria perchè i Paesi del mondo sono suddivisi in 2 gruppi. Un primo gruppo è quello dei “Paesi donatori”. Sono 35, 36 paesi...

Si!

R. Che sono i paesi nei quali il prodotto interno lordo è superiore ad un certo limite oltre il quale si entra nella fascia di “Paesi donatori”. Tutto il resto del mondo, stiamo parlando di 157 paesi, sono invece Paesi in via di sviluppo. Quelli sono i “Paesi destinatari” degli aiuti che l'Unicef mette in atto. E' chiaro che in tutta questa operazione ogni Paese ha delle problematiche diverse ed ha delle problematiche piu' o meno incalzanti che spesso sono causate da emergenze, sono causate da malattie endemiche.

Certo! Ad esempio, in questo momento, in Zimbabwe c'è l'emergenza colera, no ?

R. C'è l'emergenza colera in Zimbabwe, c'è ancora il Darfour, ci sono tante altre parti del mondo nelle quali occorre correre contro il tempo e cercare di venire in aiuto dei bambini pensando anche al fatto, non soltanto della salute e di tutto quello che è indispensabile, ma anche al fatto che i bambini sono bambini e, quindi, anche provvedere a portare Loro dei giochi perchè permettano Loro di continuare ad esser bambini. E tutto questo, naturalmente, lo facciamo grazie al fatto che nel mondo noi abbiamo oltre 200 uffici decentrati nei quali operano, stabilmente, operatori Unicef che hanno il compito di monitorare e di intervenire localmente per l'attuazione dei progetti.

Ecco. Rispetto allo Stato. Che tipo di aiuto da lo Stato ad una organizzazione come l'Unicef ? E' presente ?

R. Si. L'Unicef non riceve dagli Stati delle somme di denaro, come dire, stabilite. Sono delle forme di aiuto una tantum, non codificate in termini quantitativi, in termini di scadenza, perchè la maggior parte delle risorse provengono dalla gente comune. Quindi, dai cosiddetti “Donatori” cioè da quelle persone che sono “Amiche dell'Unicef” perchè credono...

E sono tante!

R....e sono tantissime. Sono...L'Italia è uno dei primi 4 Paesi a livello mondiale, come “Paese donatore”. Noi siamo preceduti soltanto da Giappone, Germania e Francia.

Ci distinguiamo, quindi, nel campo della solidarietà!...Assolutamente! Devo dire che molto simpatica è stata anche , in questo periodo natalizio, la campagna di vendita delle “Pigotte belliniane”. L'ho trovata un'idea originalissima....Questa stilista...la Gennarino...ha creato, ha vestito le classiche pigotte che Voi, in genere, vendeTe nel periodo natalizio, Le ha vestite con gli abiti delle opere...

R. Si..ispirate alle opere di Bellini...

...belliniane.

R. Ma bisogna subito precisare una cosa. Le pigotte belliniane non sono tutte le pigotte perchè noi, fino a questo istante, abbiamo – fino al 31 dicembre – abbiamo messo insieme, grazie all'aiuto delle scuole, delle comunità di anziani, di privati cittadini, qualcosa come 5000 pigotte. Che sono pigotte classiche o pigotte ispirate alle fiabe.

Ricordiamo che vengono vendute ad un prezzo di circa 20 euro..

R. 20 euro e...c'è un motivo!

La cosa bellissima è che è possibile acquistare un kit completo per le vaccinazioni e le vitamine per i bambini della Guinea fino a 5 anni.

R. Guinea Bissau si..infatti...questo stavo per dire, appunto. Mentre, invece, le pigotte belliniane non sono 5000 ma sono solo 100...

...e vengono vendute a 60 euro.

R. A 60 euro perchè, come dire, ci siamo detti che...poiché si tratta di pigotte particolari, importanti, curate con maestria non comune ...

Certo!

R. Ognuna di queste pigotte dovrà servire per salvare la vita ad almeno 3 bambini.

...3

R. Quindi...3 bambini significa che, con i 60 euro, noi acquistiamo 3 “kit salvavita”. Ed ogni “kit salvavita”, adesso si chiama “Kit salvavita” ma quando iniziammo a fare la campagna della pigotta, è stato...nel 2000, con 20 euro...allora c'erano le lire...erano 30.000 lire...l'Unicef riusciva ad acquistare i 6 vaccini contro 6 malattie terribili che noi chiamiamo “malattie killer” che i nostri bambini non prenderanno mai perchè sono stati vaccinati e ci si fermava lì. Successivamente, il costo dei vaccini si è abbassato ed è stata aggiunta la vitamina A per ogni bambino. Ancora piu' avanti, poiché il costo dei vaccini si è abbassato ulteriormente perchè l'Unicef, nel 2007, ha acquistato e ridistribuito in 126 Paesi del mondo 950 milioni di dosi di vaccino, quindi una cifra enorme...

E certo!

R....quest'anno, sicuramente, al 31 dicembre 2008, avremo già raggiunto la quota di un miliardo di dosi...Ecco, con i 20 euro erano...come dire...andavano oltre quella che era la necessità ed allora si è pensato di non limitarsi soltanto ai 6 vaccini ma di allargare questo impegno a piu' cose che potessero seguire il bambino dal momento della nascita e fino all'età di 5 anni. E, quindi, partendo dal momento della nascita con l'utilizzo di un kit monouso per il taglio del cordone ombelicale perchè, nei Paesi appunto come la Guinea Bissau, la Sierra Leone ed altri Paesi, purtroppo, si utilizza di tutto per tagliare il cordone ombelicale... PensaTe che, soltanto in Sierra Leone, si continua ad usare – purtroppo ancora – ma stiamo cercando di ridurre questo fenomeno, l'uso..si fa uso dell'osso di seppia levigato per il taglio del cordone...quindi il tetano la fa da padrone e, quindi, all'interno di questo kit: il kit per il taglio del cordone, vaccini, la vitamina A, antibiotici, integratori alimentari ed una zanzariera antimalaria, trattata al piretro, che ha una durata di circa 4/5 anni. Quindi, una copertura assoluta per un bambino di un Paese...

Certo! Quindi...Viva l'Unicef assolutamente!

R. Grazie, grazie!

Professore, in conclusione, cosa vorrebbe dire ? Un messaggio di speranza oppure un monito a chi dovrebbe tutelare questa Infanzia e, poi nella realtà, non lo fa ?

R. Mah! Un messaggio di speranza, sicuramente. Sicuramente. E a chi, invece, ha il compito di aiutare i bambini, di sostenerli...noi siamo qui, non per criticare ma per dare una mano d'aiuto. Lo facciamo attraverso tanti progetti...”Il Sindaco difensore dei bambini”, “L'Ospedale amico dei bambini” ma anche lavorando insieme, cercando di costruire insieme qualcosa di molto positivo. Il 15 di questo mese. Quindi il 15 di gennaio, avremo un incontro che coinvolgerà molte scuole di Catania e della provincia con la Provincia regionale di Catania, nostro partner insieme alla Federazione Italiana Medici Pediatri, per ricordare...per ricordare ?...per aprire pubblicamente, proprio all'ora indicata dall'ONU, il “Rapporto mondiale sulla condizione dell'Infanzia 2009”. In quella occasione parleremo soprattutto di bambini, di Prima Infanzia.

Perfetto. Io...che dirLe, professore ? La ringrazio, Le rinnovo gli auguri di Felice 2009 ..assolutamente sempre dalla parte dei bambini! Ricordando come diceva Giovenale...”Maxima debetur puero reverentia” cioè il “Massimo rispetto si deve ai bambini” e lo diceva, ascoltaTe... quasi due millenni prima dell'avvento della psicanalisi...qui finisce questa puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti. Vi ricordo che la trascrizione integrale dell'intervista al Professore Vincenzo Lorefice, Presidente del Comitato provinciale Unicef di Catania, è disponibile sul sito www.studio90italia.it così come le interviste ai precedenti ospiti. Professore, io La ringrazio.

R. Grazie a Lei ed ai Suoi ascoltatori e...

e...Buon Anno a tutti...professore!

R. Buon anno. Buon 2009!

Assolutamente! Da Silvia Ventimiglia è tutto. L'appuntamento è per giovedì prossimo, altra puntata, altro protagonista. Buon anno e...alla prossima!

 

Stoppo la registrazione. Stavolta...venti minuti esatti...nessuno sforamento. Mi fiondo a casa per sbobinare il tutto e consegnarlo al montaggio in tempo. Passo ore a riascoltare cio' che è stato detto. Il racconto di un viaggio fatto di buoni propositi, di impegno costante... qualcosa che porta ad un livello piu' alto di vissuto. Sento che la mediocre quotidianità, per un po', non avrà il sopravvento. Tre ore appena di sonno ed esco per scendere in ufficio. Una busta minacciosa fa capolino nella buca delle lettere...è la tanto temuta bolletta dell'ENEL, insalutata ospite di fine anno. Ottimismo, fiducia nel futuro....la aprirò nel 2009!

Alla prossima!

 

 

Nota per i lettori: Trattasi di trascrizione integrale

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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